Via libera alle quote di lavoratori stranieri

13 Aprile 2019

Pubblicato il decreto. Federici (Coldiretti Abruzzo): «Una misura importante per il nostro settore»

PESCARA . È di 30.850 unità la quota massima di ingressi di lavoratori non comunitari stabilita per l’Italia nel 2019.
Di questi, 18mila saranno impiegati in attività stagionali nei settori agricolo e ricettivo. Il dato è contenuto nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con il quale sono fissate le quote dei lavoratori stranieri che possono entrare in Italia per lavorare.
Lo scorso 9 aprile, invece, è stata pubblicata la circolare 1257 dei Ministeri dell’Interno e del Lavoro, che spiega le modalità operative per la gestione dei flussi, che riguardano anche l’Abruzzo anche se, al momento, i numeri non sono stati ripartiti in base al fabbisogno dei singoli territori.
A partire da giovedì scorso sul sito del Ministero dell’Interno è stato reso disponibile il link (https://nullaostalavoro.dlci.interno.it) attraverso il quale procedere alla precompilazione delle domande. Occorre però disporre delle credenziali Spid (identità digitale).
Dalle 9 del 16 aprile, invece, è possibile inviare le istanze di nulla osta all’ingresso per lavoro subordinato non stagionale, autonomo e per le conversioni. Dalle 9 del 24 aprile, infine, è possibile inviare le istanze di nulla osta all’ingresso per lavoro stagionale. Il termine ultimo per presentare le domande è il 31 dicembre di quest’anno. A ripartire le quote di ingresso tra le regioni e le province autonome, sarà il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Secondo dati della Coldiretti, complessivamente nel 2018 erano 7.424 i lavoratori stranieri impegnati in Abruzzo nel settore agricolo.
Il dato, naturalmente, tiene conto oltre che dei flussi stabiliti per decreto anche di altre dinamiche migratorie regolari.
Sempre nel 2018, secondo uno studio di Coldiretti, gli stranieri regolari impegnati nei campi italiani erano oltre 346mila, provenienti da ben 155 Paesi diversi, che con 30.612.122 di giornate rappresentano il 26,2% del totale del lavoro necessario per tirare avanti le aziende. In Emilia Romagnala quota più rilevante (44.468), seguita dalla Puglia(39.172), dal Veneto(31.848) e dalla Sicilia (30.503).
I lavoratori stranieri, sottolinea Coldiretti, contribuiscono in modo strutturale e determinante all’economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo.
Giulio Federici, direttore regionale di Coldiretti Abruzzo, come giudica il decreto flussi? È utile per il settore agricolo?
«È un decreto importante per l’agricoltura anche abruzzese perché mette in regola e autorizza, una serie di posizioni agricole di lavoratori stagionali impegnati soprattutto in attività di raccolta».
Trova l’iter complesso? Andrebbe semplificato?
«I nostri associati trovano nelle nostre strutture personale che riescono indirizzarli e a richiedere nel modo giusto».
C’è un problema di carenza strutturale di mano d’opera in agricoltura?
«C’è sicuramente carenza di lavoratori, e c’è anche carenza di professionalità. Per esempio, servirebbe potenziare l’istruzione universitaria. Su questo aspetto bisogna lavorare di più, e noi siamo pronti a fare la nostra parte, a collaborare». (a.bag)
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