Via Muzii in lutto, addio al farmacista Caldarelli

Aveva 79 anni. Ieri i funerali a Sambuceto. Si era battuto contro la pista ciclabile L’ultimo saluto dei commercianti in una lettera: «Caro dottore, ti vogliamo bene»
PESCARA. «Lavorate sempre con correttezza». Questo ripeteva ai suoi figli, farmacisti come lui, Germano Caldarelli, 79 anni, morto venerdì pomeriggio in ospedale, dove era stato ricoverato per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.
Il farmacista di viale Muzii, originario di San Giovanni Teatino dove ieri alle 15,30 si sono svolti i funerali nella chiesa di San Rocco, se ne è andato in silenzio e con discrezione. Così come aveva sempre vissuto. Era malato da tempo, ma fino ad agosto, fino a quando le forze glielo hanno consentito, è andato ad aprire la sua farmacia alle 7,30 come faceva ogni giorno.
Lascia la moglie Giuseppina, i figli Roberta e Vincenzo, la sorella Liana, l’adorata nipote Gaia, «che avrebbe voluto vedere col camice bianco dietro al bancone della farmacia» rivela la mamma Roberta.
La sua ultima battaglia, prima di morire, è stata contro la pista ciclabile: «Rappresenta la morte del commercio su viale Muzii» diceva, convinto, il farmacista.
I negozianti di viale Muzii con i quali aveva condiviso la lotta, gli hanno inviato, tre giorni prima della morte, una lettera struggente e affettuosa.
«Caro dottore» si legge nella missiva datata 19 novembre, «sappiamo bene quanto questi giorni siano duri per te, ma sappiamo anche quanto coraggio, energia e forza d’animo hai sempre avuto e avrai. Perciò non mollare mai. Ti aspettiamo. Ti vogliamo bene. Con affetto vero, sincero e profondo». Seguono le firme dell’artista Cinzia Napoleone, la parrucchiera Marilena Filippone, Leda, Patrizia, Jole, Annalisa della lavanderia, Enza la sarta, l’ottica Celli, gli amici del Colorado Cafè e del Cibus.
Germano Caldarelli, che avrebbe compiuto 80 anni il 19 maggio prossimo, è arrivato a Pescara 24 anni fa, proveniente da Vasto dove nel 1971 aveva aperto la farmacia che oggi è diretta dalla figlia Roberta. In viale Muzii lavora l’altro figlio, Vincenzo, che raccoglie la sua eredità professionale.
«Papà era un uomo buono e sempre pronto ad aiutare gli altri», rammentano con gli occhi umidi i figli «era attento a ogni cosa, preciso, rigoroso al punto da sembrare burbero. Ci diceva sempre di lavorare con correttezza e onestà».
Quando le lacrime si asciugano un po’, Roberta Caldarelli, trova la forza di scherzare sulla mania che aveva papà: «Ci ricordava l’importanza di osservare una dieta sana, lui che non era goloso e che si nutriva di pasta con un filo d’olio». Ieri mattina, davanti alla farmacia di viale Muzii, la processione di chi è rimasto sconvolto dalla notizia. Il collega Ermanno Angelozzi, che ha lavorato con lui 11 anni: «Era una persona buona, leale e onesta, non amava le ingiustizie». La cliente Edvige Novelli ricorda le «battute giocose che ci scambiavamo».

