Via Osento, i muri cadono a pezzi Pettinari: «I lavori sono urgenti»

6 Agosto 2023

Il consigliere regionale e candidato sindaco mostra gli alloggi tra muffa e topi: «Sono insalubri» La rabbia degli inquilini esclusi dai fondi del Pnrr: «Ora la Regione trovi i finanziamenti in bilancio»

PESCARA. Nelle case popolari di via Osento, una traversa di via Tiburtina che porta al cuore di Rancitelli, i muri pieni di muffa se ne cadono sfiorandoli con le mani: «E sulle dita resta pure la polvere di vernice», dice la residente Adriana Saccomandi che vive al piano terra insieme alla sorella e alla madre 97enne. Le infiltrazioni d’acqua inzuppano anche il solaio della casa di Michele Cagnetta, il papà di Tommaso, ucciso a 42 anni nel cortile del Ferro di cavallo il 2 luglio del 2012: «E pensare che in questa casa abbiamo fatto anche i lavori», dice indicando il muro imbrattato di muffa oltre la fila dei calendari dei carabinieri. «Mio figlio dorme qui dentro», dice un papà mostrando i muri ormai anneriti della cameretta. A questi residenti parla Domenico Pettinari, consigliere regionale M5S e candidato sindaco indipendente dal centrodestra e centrosinistra: «Sono circa sessanta alloggi popolari e basta guardarli per capire che si tratta dei più disastrati della provincia di Pescara e forse dell’intera regione», dice Pettinari, «nonostante la mia costante interlocuzione con gli uffici Ater di Pescara, grazie alla quale il complesso era stato inserito tra i primi posti della graduatoria da presentare alla Regione Abruzzo per l’assegnazione dei fondi Pnrr, e nonostante la Regione a parole si fosse detta disponibile, qualcosa deve essere andato storto perché nella graduatoria finale queste case sono scivolate al 64° posto e non beneficeranno dei fondi. Una beffa che i tanti residenti non meritano».
Pettinari guarda ai calcinacci che si staccano dai balconi e dice: «Questo è il più grande fallimento della politica, sia di centrodestra che di centrosinistra. È soprattutto il fallimento di quella politica che fa soltanto spot e slogan, come con l’abbattimento del Ferro di cavallo: con quella operazione si sono spesi tanti soldi e il risultato, finora, è stato quello di spostare la piazza di spaccio di appena pochi metri. L’ho sempre detto che non era necessario abbattere quell’edificio. Pescara, come sostengo da tempo, è una città con una rilevante piazza di spaccio, e le dichiarazioni di alcune istituzioni preposte al controllo lo confermano. Bisogna intervenire subito e in maniera ferma e decisa».
I residenti sono pronti a raccogliere firme da mandare al prefetto Giancarlo Di Vincenzo, al sindaco Carlo Masci e al presidente della Regione Marco Marsilio per invocare interventi. «La Regione», dice Pettinari, «deve mantenere gli impegni presi e stanziare fondi propri affinché questi palazzi siano messi in sicurezza. In questi giorni in consiglio regionale si sta discutendo sull’assestamento di Bilancio». Una partita che, secondo Pettinari, potrebbe liberare tra 5 e 6 milioni. «È il momento di fare ciò che deve essere fatto e dare le risorse dove servono, e non dove fa più clamore per permettere a Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia di fare propaganda elettorale grazie alle risorse destinate all’Abruzzo. Qui», dice Pettinari, «risiedono bambini, anziani e disabili. Le case sono piene di muffa, le infiltrazioni arrivano dal terreno, ma anche dalle condotte dei muri. Sembra che la grande presenza di topi abbia logorato i tubi nelle intercapedini e le perdite stiano facendo marcire i muri rendendo gli alloggi insalubri e insicuri. E non mi vengano a raccontare la favola che i soldi non ci sono: quando vogliono li trovano sempre».