Via Pisa al buio da un anno E i negozi chiudono prima

20 Ottobre 2018

PESCARA. È buio, la sera, in via Pisa, traversa di corso Vittorio Emanuele che sfocia, lato monte, sulle aree di risulta. Talmente buio che «siamo costretti a chiudere i negozi con un’ora di anticipo...

PESCARA. È buio, la sera, in via Pisa, traversa di corso Vittorio Emanuele che sfocia, lato monte, sulle aree di risulta.
Talmente buio che «siamo costretti a chiudere i negozi con un’ora di anticipo perché abbiamo paura» dice rabbiosa Luciana Baldoni, titolare del Bazar dei bimbi, 50 anni sullo stesso marciapiede ricoperto di guano di piccioni. «Qui c’è il coprifuoco di sera» sbraita la signora, «per fortuna c’è Ismail, mi sento al sicuro fino all’ora chiusura». Ismail è il titolare del negozio dei tappeti persiani a fianco.
Poi ci sono residenti, come Franco Campesi, civico 29, che al calar della sera scende sotto casa per aprire il portone alla moglie che rientra in casa e teme di fare brutti incontri mentre gira la chiave nella toppa.
Un budello di strada, via Pisa, che è senza illuminazione da un anno e che si affaccia su uno dei teatri più frequentati della città, il Circus. Cinque lampioni sono spenti e quattro funzionano sul lato nord della via, mentre la zona sud rimane al buio.
I fratelli Felipe e Daniela Ciavarelli, del negozio Dirty Bloom, articoli per fumatori, raccontano che «le luci qui si sono spente a settembre dello scorso anno e non si sono mai più riaccese. Quando scende la notte riusciamo a vedere solo le sagome delle persone, ma non a distinguere le facce. Sono costretto a tenere le luci accese nel mio negozio, perché la strada, di notte, non è sicura».
«Abbiamo chiamato il Comune ma ci hanno risposto che l’appalto per l’illuminazione è stato consegnato, quindi qualcuno avrebbe provveduto. Ma aspettiamo da un anno» dicono in coro i commercianti di via Pisa. Ilenia Monticelli e Arianna Capodicasa sono le hair stylist della zona e denunciano anche «la mancanza di luci e addobbi natalizi, gli attacchi del guano di piccioni sui marciapiedi, il manto stradale dissestato, la scomparsa degli stalli per le bici».
Carlos Bello, titolare della palestra Pts, si lamenta per gli olezzi nauseabondi che arrivano dalle vicine fogne.