Via Rimini ricomincia dall’arte: ecco il murales

L’artista Pixel Pancho ha ultimato l’opera sulla facciata delle case popolari Ma la tensione resta alta per la manifestazione di domani. Rom pronti a rinunciare
MONTESILVANO. Due enormi robot dalle sembianze umane, un maschio e una femmina, adornati da piante e rose rosse, e affiancati da un gallo e una gallina.
È questo il contenuto di “Coesione”, il murales realizzato dal writer torinese Pixel Pancho sulla facciata delle case popolari di via Rimini. Dopo una settimana a lavoro sul cestello elevatore, aiutato dai bambini del quartiere e coccolato dai residenti che non gli hanno fatto mancare sorrisi, cibo e caffè, l’artista noto a livello internazionale per le sue opere di street art ha terminato la sua creazione che da ora in poi impreziosirà il quartiere più difficile della città. «Mi auguro che questa opera possa rappresentare un elemento di distensione e di valorizzazione per il quartiere», ha commentato il sindaco Francesco Maragno che ieri mattina, insieme all’artista, al presidente della commissione Cultura Alessandro Pompei e al presidente dell’associazione Enfants terribles, Gianluca Castellano, ha inaugurato il murales. «Le polemiche dei giorni scorsi non mi dispiacciono», ha rivelato il primo cittadino in merito a chi ha accusato la sua giunta di aver speso soldi inutilmente per realizzare l’opera, «perché l’arte deve far discutere e deve accendere i riflettori su una zona che vogliamo valorizzare». È proprio questo il sentimento espresso da molti residenti di via Rimini che, per una volta, si sono sentiti protagonisti di una bella iniziativa. «Dopo la Notte del Birillo organizzato qui a Natale», ha ricordato Castellano, «ora è la volta di quest’opera che ha dimostrato l’interesse dell’amministrazione per via Rimini. Abbiamo già in mente di realizzare un pollaio di quartiere, per togliere gli animali dalla strada». È proprio notando alcune galline a spasso nella zona che Pixel Pancho ha deciso di inserire i due animali nella sua opera che, in qualche modo, si ispira alla famiglia. «Ci sono un uomo e una donna e lo sfondo è rosa e celeste come quando non si sa di che colore dipingere una cameretta quando si è in attesa di un figlio», ha spiegato l’artista che utilizza da sempre i robot e la vegetazione nei suoi lavori. «L’uomo si sente Dio e per questo ha creato i robot il cui ferro arrugginisce e i cui ingranaggi si inceppano proprio come accade al corpo umano. Le piante rappresentano le emozioni».
All’opera di Pixel Pancho potrebbero aggiungersi delle altre, come anticipa il consigliere Pompei. «Due anni fa, primo Comune in Abruzzo, ci siamo dotati di un regolamento sulla street art. Oggi inauguriamo l’opera di Pixel Pancho, una persona di altissimo valore artistico e umano, una sorta di direttore artistico per gli interventi futuri».
Ma nel quartiere resta alta la tensione in vista delle due manifestazioni in programma domani: quella organizzata da Fratelli d’Italia e Lega e quella promossa per reazione dai rom. «La Prefettura ci ha autorizzato», spiega Attilio Spinelli, «ma i carabinieri ci hanno contattato per chiederci di evitare la manifestazione per timore di scontri. Abbiamo garantito che non l’avremmo fatta a patto che non si facesse neanche l’altra. Invece abbiamo scoperto che chi fomenta odio razziale è stato autorizzato a farla, se non in via Rimini, pochi metri più avanti, sulla Vestina. Ma il concetto non cambia. Anche noi vogliamo far sentire la nostra voce perché siamo stanchi di essere accusati di ogni male».

