Via Tavo, 64 appartamenti bloccati da undici anni

29 Maggio 2017

Corraro, rappresentante dell’Adiconsum, minaccia di arrampicarsi su una gru «Tante famiglie attendono una casa, ma i lavori continuano ad essere fermi»

PESCARA. È come se il tempo non passasse mai, in via Tavo. Oltre ai palazzi avviati e mai finiti vicino al “ferro di cavallo”, dove venerdì è morta una tossicodipendente di 33 anni, pochi metri più avanti ci sono gli edifici all’angolo con via Tronto, anche questi mai ultimati. L’incompiuta, sorta grazie ai finanziamenti dello Stato, è stata promossa dal Comune ma i lavori, consegnati il 18 ottobre 2006, non sono mai stati portati a conclusione. Dovevano essere riconsegnati a settembre 2011 e invece attorno agli scheletri non si muove più un operaio da anni. E gli unici ad entrare ed uscire dal cantiere sono tossicodipendenti e senzatetto che usano quell’area come se fosse loro, al punto che la porta è sempre aperta. Gli incivili fanno il resto: una delle lastre che delimitano il cantiere viene puntualmente buttata giù per scaricare nell’area rifiuti di ogni tipo (c’è anche una vasca da bagno). E non è escluso che qualcuno alloggi dentro i palazzi, non avendo un posto dove stare, visto che è stata tirata su una specie parete, a mo’ di riparo.
L’anno scorso, rispondendo alle polemiche di Alberto Corraro, dell’associazione di consumatori Adiconsum, il Comune, con l’allora assessore Adelchi Sulpizio, ha fatto intravedere una soluzione vicina, sia sul fronte giudiziario, essendoci un contenzioso con l’impresa esecutrice, sia per la ripresa dei lavori. Ma da allora, era il mese di marzo, nulla si è mosso. E Corraro torna alla carica, annunciando di volersi arrampicare in segno di protesta sulla gru, rimasta immobile nell’area. A sostenerlo (rimanendo a terra) ci sono i rappresentanti dell'Uniat Uil, Antonio Mazza, e del Sunia Cgil Giuseppe Carminelli. «È una specie di favela a due passi dal centro. Siamo passati da palazzi in costruzione a terra di nessuno», commenta Corraro. «Gli edifici dovevano dare speranza a 64 famiglie in attesa di avere una casa, ma una lunga vicenda giudiziaria tiene bloccati i lavori e nessuno se ne fa carico». Corraro ricorda che «per lasciare spazio a questi edifici è stato abbattuto un complesso di circa 30 alloggi» e questa è una beffa bella e buona perché «il bilancio, ad oggi, è di meno 30 appartamenti». Le segnalazioni al Comune «sono state tante e tutte inutili». Viene rilanciato l’appello «agli amministratori ad uscire dalla paralisi, dalla rassegnazione, per consentire la ripresa dei lavori entro l'anno. Il disagio abitativo è molto marcato: lo sa bene l'assessore Antonella Allegrino, e in lei riponiamo le speranze per cambiare passo. È un doloroso pugno nello stomaco pensare ai soldi spesi senza dare risposte. E poi, il resto dei fondi dov’è?», chiede Corraro evidenziando che l’intervento vale 11 milioni 262mila euro.
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