Viaggi cancellati e hotel vuoti: l’altra faccia dell’emergenza

Il più colpito è il settore turistico, con un calo del 60% delle presenze in regione Ma il rischio paralisi riguarda anche il comparto industriale, il commercio e l’artigianato
L’AQUILA. Voli bloccati e cancellati, come l'Alitalia Pescara-Milano delle 7. Migliaia di prenotazioni disdette negli alberghi di tutto l'Abruzzo, ristoranti vuoti, con un calo di presenze che supera il 60%. L'emergenza Coronavirus continua a mietere "vittime economiche". L'allarme è altissimo, soprattutto nel settore turistico, il più colpito, con le agenzie di viaggio che ricevono cancellazioni su tutte le destinazioni. Anche l'industria si muove a singhiozzo, visto il blocco parziale dei prodotti dalla Cina che provoca continui fermi produttivi. Confindustria, così come la Cna, ha lanciato un questionario, rivolto a tutte le imprese abruzzesi, per monitorare le criticità su produzione e import-export. Servirà come analisi di base per formulare proposte al Governo e alla Regione. I numeri che arrivano dalla Cna e da Confesercenti delineano un quadro allarmante anche per il commercio al dettaglio e l'artigianato, con un calo degli incassi che si attesta intorno al 60%.
QUESTIONARIO AZIENDE.
«Nell’ambito delle attività promosse dalla task force di Confindustria sull’emergenza coronavirus è emersa la necessità di comprenderne più approfonditamente gli effetti sulle nostre imprese, anche allo scopo di identificare le misure più appropriate e orientare, in maniera più efficace e mirata, gli interventi del Governo e della Regione», dichiara Marco Fracassi, presidente di Confindustria Abruzzo. «Abbiamo predisposto un indagine ricognitiva tra le aziende, chiamate a rispondere entro il 5 marzo, che servirà a monitorare tutto il comparto industriale, i fermi produttivi, i blocchi dovuti all'importazione di prodotti dalla Cina e l'interdipendenza delle nostre imprese dalle "zone rosse", individuate in Italia. Nell'ambito della logistica, è indispensabile prevedere modalità operative e forme di coordinamento per assicurare la movimentazione delle merci su tutto il territorio». Confindustria sollecita, inoltre, la sospensione dei termini dei versamenti contributivi e previdenziali, l'adozione specifica di misure per il sostegno al lavoro, come il riconoscimento della cassa integrazione impossibilitati a raggiungere la sede di lavoro, e di natura finanziaria: copertura della quota interessi delle rate dei mutui sospese, accesso al fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, plafond di provvista da parte delle banche per il credito. «Non da ultimo», dice Fracassi, «vanno attivate misure di sostegno e accompagnamento ai settori più colpiti, come il turismo».
FONDO SPECIALE.
Artigiani e commercianti sono in sofferenza. I ristoratori lamentano un calo della clientela superiore al 60%. «Gli effetti dell'emergenza coronavirus stanno svuotando alberghi e ristoranti», afferma Agostino Del Re, direttore Cna della provincia dell'Aquila, «con ripercussioni negative anche per l'indotto e il piccolo artigianato. Sollecitiamo la Regione e gli organi preposti a mettere in campo risorse aggiuntive, con la creazione di un fondo speciale per il turismo: la crisi economica che sta investendo l'Abruzzo rischia di paralizzare migliaia di imprese. Anche le Camere di commercio sono chiamate a varare misure specifiche e contributi a sostegno di aziende e pmi, che vadano a sanare il gap che si sta creando».
COMMERCIO IN GINOCCHIO.
Anche il commercio non se la passa bene. «La contrazione della spesa, in un clima di panico generale, è rilevante», sottolinea Carlo Rossi, coordinatore Confesercenti della provincia dell'Aquila, «come Confesercenti abbiamo lanciato la campagna "Io vivo la città, io vivo il commercio", ma è chiaro che, in una situazione così pesante, servono interventi strutturali: la sospensione dei mutui e dei tassi di interesse è un palliativo, in quanto se il mercato non riparte, le imprese si troveranno a pagare, tra qualche mese, anche il pregresso». Confesercenti spinge sugli interventi di accompagnamento al credito, anche attraverso i Confidi. «Il comparto turistico è quello che desta maggiore preoccupazione», conclude Rossi, «e va considerato come "zona rossa" su tutto il territorio nazionale».

