Viaggi, il crollo è dell’80% La guerra frena le vacanze

Sospesa o annullata la maggior parte delle prenotazioni verso mete all’estero Ippoliti: «C’è paura di un conflitto mondiale e di restare bloccati fuori dall’Italia»
All’uscita dallo stato di emergenza della pandemia ci si aspettava la ripartenza del turismo. Se lo aspettavano gli abruzzesi pronti a preparare la valigia e se lo aspettavano le agenzie di viaggio dopo due anni di stop. È invece arrivata la guerra di Putin in Ucraina, che ha fermato di nuovo tutto. Tanto che le agenzie arrivano a temere un crollo dell’80% nelle partenze degli abruzzesi verso tutte le mete mondiali durante l’estate alle porte, se i venti di guerra di guerra internazionali non cesseranno.
«C’è di nuovo tanta incertezza. Quasi tutti quelli che avevano prenotato una vacanza all’estero l’hanno sospesa o annullata, oppure stanno valutando di farlo. Sono tutti in attesa di sviluppi», spiega Quinto Ippoliti, titolare dell’agenzia Pentatur di Pescara ed ex presidente della Fiavet Abruzzo e Molise, «hanno timore che durante le loro vacanze possa scoppiare un conflitto internazionale, una terza guerra mondiale. Hanno paura soprattutto di restare bloccati fuori dall’Italia in caso di una escalation del genere».
Continua l’agente di viaggio: «Siamo in difficoltà anche dal punto di vista professionale, perché il timore delle persone è comprensibile mentre per noi è difficile consigliare loro il da farsi. Dopo la pandemia noi avevamo rimesso le cose in ordine e i nostri clienti avevamo riprogrammato le vacanze, ora invece è tornato un grande punto interrogativo su tutto. Tanti telefonano, molti sospendono le vacanze, pochi prenotano».
Quindi ancora: «Dopo le feste pasquali faremo il punto della situazione e tireremo le somme sui numeri, ma temiamo già una riduzione dell’80% dei viaggi durante l’estate se la situazione non migliorerà. Avvieremo quindi anche una discussione su come poter salvaguardare le nostre aziende e il turismo in generale, che ha una funzione sociale, in quanto è una necessità delle persone, soprattutto dopo i due anni di stato di emergenza alle spalle, e non un lusso».
Insieme a due colleghe titolari di agenzie di viaggio, Ippoliti tenta poi di ricostruire nel dettaglio quali siano le mete più colpite dagli effetti della guerra: «Sono interessate da sospensioni e annullamenti praticamente tutte le mete all’estero. Nella nostra agenzia abbiamo visto viaggi annullati con destinazione Dubai. C’è invece un lieve segnale di ricrescita del turismo di vicinanza, soprattutto in Italia, ma anche in questo caso non mancano le difficoltà» aggiunge.
I VIAGGI ALL’ESTERO
«A metà febbraio c’era stato un risveglio dopo la pandemia, poi alla fine del mese il blocco totale a causa della guerra. Ora un lieve segnale di ripresa nei contatti dopo un mese di conflitto, ma i timori sono ancora tantissimi», spiega Paola Di Donato, titolare dell’agenzia Narramondo di Giulianova, che prova a definire la situazione dei viaggi all’estero: «Quello che regge è il turismo verso ovest in Europa, in particolare verso la Spagna, che traina il settore. Reggono anche le crociere, grazie a chi si è sposato durante la pandemia e non ha potuto effettuare il viaggio di nozze». Quindi ancora: «Sono sparite totalmente, invece, le richieste per l’Est Europa: per Budapest, Praga e Polonia per esempio. Grande incertezza fuori dall’Europa: c’è chi ha annullato il viaggi persino verso gli Stati Uniti».
I VIAGGI IN ITALIA
«Tante richieste, poche prenotazioni. Tutti attendono sviluppi e questa situazione vale per tutte le destinazioni», aggiunge Daniela Fuschi, titolare dell’agenzia Business Class di Montesilvano che aggiunge: «Sui viaggi in Italia si fa sentire un altro problema, quello dell’aumento dei costi, dovuti in special modo ai rincari energetici e del carburante. Questi, a cascata, si ripercuotono sul turismo: aumenta il costo dei mezzi di trasporto ma anche delle notti in albergo». Lancia però un segnale positivo: «Sono fiduciosa, perché la gente ha tanta voglia di uscire dopo due anni di pandemia, niente la fermerà».
IL TURISMO DALLA RUSSIA
«Questo momento è forse ancora più difficile per chi di noi lavora anche nel settore del turismo in entrata», aggiunge Ippoliti, «sia per l’incertezza generale, che per la scomparsa totale del turismo dalla Russia, che garantiva un traffico importante. A Rimini, che aveva numeri più importanti, si piange, in Abruzzo non si sta meglio».

