Viaggio nel quartiere dove ha vinto il cemento

Palme morte, aiuole spoglie, alberi malati, terreni incolti pieni di erbacce Nella zona Pp1 la riqualificazione delle strade ha dimenticato il verde urbano
MONTESILVANO. Palme morte, aiuole spoglie, alberi malati mentre le erbacce crescono rigogliose su terreni pubblici e privati. Aree verdi e parchi pubblici sembrano funzionare alla rovescia nel quartiere Pp1 di Montesilvano, dove la zona in cui ci si aspetterebbe una maggiore cura del verde, perché più turistica e residenziale, è invece quella più abbandonata e desolante. Non serve addentrarsi nelle stradine più isolate o nei vicoli ciechi per notare il pessimo stato in cui versano le piante del quartiere nuovo di Montesilvano, dal momento che la questione è ben visibile soprattutto nelle zone più trafficate e frequentate del rione.
A cominciare proprio dalla zona del Pala Dean Martin, la struttura congressuale visitata ogni mese da migliaia di persone, circondata da ampi piazzali verdi dove, oltre al prato, le piante scarseggiano o sono moribonde. I grandi rami di alcune palme che sorgono davanti alla struttura, infatti, sono ormai collassati a causa del punteruolo rosso che rischia di infettare anche le altre piante ancora in salute. Palme ormai praticamente ridotte all’osso anche nella cosiddetta Piazzetta rossa sul lungomare, all’incrocio con via America, e su via D’Andrea, quello che avrebbe dovuto essere un grande boulevard, dove le ultime piante sopravvissute al parassita negli anni passati, hanno purtroppo subito la stessa sorte delle altre e giacciono ormai esanimi al centro del grande prato dove manca qualsiasi altra forma di vita vegetale.
Non se la passa meglio via Inghilterra, dove da tempo i residenti lamentano l’assenza di piante soprattutto nel tratto compreso tra corso Strasburgo e via Ungheria. Qui negli anni passati sono stati piantati dei piccoli lecci che però si perdono letteralmente sul grande stradone. E molti di essi sono anche malati. Almeno è quanto denuncia il Coordinamento nazionale alberi e paesaggio (Conalpa) che, nei giorni scorsi, ha messo in luce il pessimo stato del quartiere dal punto di vista della gestione del verde, a seguito di un sopralluogo del paesaggista e agronomo Alberto Colazilli. «Purtroppo non si dà per niente valore al verde ornamentale», ha evidenziato il Conalpa. «Assistiamo in questo quartiere a uno sconsiderato elogio del cemento a scapito dei servizi ecosistemici degli alberi e del verde urbano. Abbiamo visto intere aree lasciate incolte di fronte al Pala Dean Martin in cui si potrebbero creare giardini mediterranei o inserire alberi da ombra per il miglioramento delle visuali e per valorizzare le strutture. Anche lungo viale D'Andrea, il collasso di tutte le palme impone una nuova riprogettazione del verde con il miglioramento dei parchi cittadini e l'inserimento di più specie arboree e arbustive resistenti».
Non c’è traccia di piante e fiori, poi, nel riqualificato piazzale Kennedy dei Grandi Alberghi, inaugurato nei mesi scorsi ma dove le aiuole sono rimaste piene di breccia. Sembra quasi che l’unico verde che gode di ottima salute nel quartiere sia quello nato e cresciuto spontaneamente nelle aree abbandonate private ma anche comunali, come quella di via Inghilterra, che avrebbe dovuto ospitare la scuola di legno, ma che appare come una giungla nel cuore del quartiere a pochi passi dalla Guardia medica. Canne che crescono rigogliose anche nell’ex campetto da calcio di corso Strasburgo, alle spalle della stazione ferroviaria, dove la vegetazione ha superato in altezza la porta da gioco, e nei grandi spazi aperti di piazza Germania dove, al posto dei palazzi previsti dal Piano regolatore, c'è solo vegetazione incolta.
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