Viale Marconi, esposto sui lavori Residenti e negozianti in Procura

Il comitato dei cittadini chiede il sequestro delle aree interne alle rotatorie e delle isole per i bus Finisce sotto accusa la realizzazione della quarta corsia: «Non era prevista nel progetto originario»
PESCARA. Viale Marconi finisce in Procura. Nelle scorse ore alcuni membri del comitato Salviamo viale Marconi, assistiti dai legali Augusto Careni, Claudio e Matteo Di Tonno, hanno depositato un esposto chiedendo l’immediato sequestro delle aree interne alle rotatorie e delle isole salvagente realizzate per la salita e la discesa dai mezzi pubblici, collocate al centro della strada. Il documento presentato riguarda la realizzazione della quarta corsia, le rotatorie, le isole e gli attraversamenti pedonali. Intanto, il cantiere è in dirittura d’arrivo: mancano i semafori per l’apertura delle rotatorie ai bus.
Per il primo punto, ossia la quarta corsia, secondo quanto evidenziato dagli avvocati, non era contemplata nei progetti originari: «A differenza di quanto asserito nella delibera di giunta 641/2021 del 17 settembre, (relativa all’approvazione della prima perizia di variante sull’intervento di realizzazione del tracciato del trasporto pubblico in sede protetta, ndc) la relazione generale allegata alla delibera del 24 maggio 2019 non contempla nel modo più assoluto la realizzazione di una quarta corsia di marcia veicolare. Si riferisce infatti della realizzazione di una carreggiata costituita da tre corsie: una di ampiezza di 3,5 metri destinata al trasporto pubblico e due di 3,5 metri ciascuna destinate al trasporto veicolare, una per ogni senso di marcia, con la corsia est percorsa anche dal trasporto pubblico in direzione sud-nord».
Altro punto da chiarire, per il comitato, sono le modalità costruttive delle rotatorie, che sarebbero in contrasto con le norme del codice della strada. A ciò si aggiunge anche una carenza documentale, poiché sempre la delibera del 2021 «e gli atti istruttori risulterebbero mancanti della preventiva acquisizione del documento sulle specifiche analisi di sicurezza». Poi ci sono le perplessità sulla sicurezza delle isole per l'attesa dei mezzi pubblici, a oggi ancora sprovviste di panchine e di pensiline per proteggere da pioggia e sole. «In considerazione della ridotta larghezza (1,70 metri)», continua Careni, «non permettono ai pedoni di sostare senza rischi in quanto le corsie adiacenti per i mezzi pubblici e privati (larghe ognuna 3,50 metri) non sono di una dimensione tale da permettere ai mezzi di effettuare manovre in sicurezza. L’isola deve inoltre essere protetta e dotata di ringhiera con corrimano al fine di consentire un sicuro e agevole attraversamento». Sulle isole gravano anche le problematiche, sempre legate alla larghezza, sull’accessibilità per le persone con disabilità.
L’ultimo punto è sugli attraversamenti pedonali giudicati insicuri perché troppo vicini alle rotatorie, ma anche per l’ampiezza di viale Marconi di 14 metri, che richiederebbe isole centrali «adeguatamente protette, dove il pedone è al sicuro durante il periodo che intercorre tra il primo e il secondo tratto da attraversare». L'esposto si aggiunge al ricorso al presidente della Repubblica sulla legittimità del progetto e sulla ordinanza di istituzione delle corsie preferenziali, e alla comunicazione all’Unione Europea sulla conformità tra lavori eseguiti e interventi finanziati, prodotti dal comitato.
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