Viale Marconi, il Pd: un’autostrada a 4 corsie

«Le dimensioni previste per carreggiata e marciapiedi non rispettano i limiti stabiliti dalle norme»
PESCARA. Le dimensioni previste per la carreggiata nella variante progettuale non rispettano i limiti minimi stabiliti nelle “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade”. Lo stesso vale per i marciapiedi ulteriormente ridotti e per le corsie in alcuni tratti. La realizzazione di 4 nuove rotatorie andrà a creare pesanti ingorghi. Alcune di esse risulteranno eccessivamente strette per il passaggio di due mezzi pubblici. Sono alcuni dei punti messi in evidenza dai consiglieri del Pd in Comune, Piero Giampietro, Stefania Catalano, Marco Presutti e Francesco Pagnanelli insieme al consigliere regionale Antonio Blasioli sulle modifiche al progetto di viale Marconi, ormai terreno di scontro aperto tra le forze di centrosinistra e l’amministrazione comunale.
Dopo le dichiarazioni del dirigente del settore Lavori Pubblici, Fabrizio Trisi, arriva la replica degli esponenti del partito democratico. «Un dirigente che risponde politicamente alle minoranze vuol dire che assume un ruolo politico e vuol dire che la giunta non ha più il coraggio di mettere la faccia su questo disastro. Parliamo dello stesso dirigente che non ha il tempo di rispondere alla richiesta di accesso agli atti che abbiamo prodotto il 7 settembre, né per intervenire nelle commissioni che abbiamo convocato, ma invece lo trova per replicare alle minoranze sui giornali. È un atteggiamento molto grave», sentenziano Giampietro e Catalano. «Il progetto di viale Marconi», aggiunge Presutti, assessore alla Mobilità all'epoca dell'approvazione del primo piano nel 2018, «rientrava in un più ampio studio sui flussi di traffico. Qui siamo di fronte a un ridisegno geometrico della strada, ma non siamo così sicuri che ci siano gli spazi adeguati. Realizzare 4 corsie, 4 rotatorie e 4 semafori non potrà certamente fluidificare il traffico. In tutto questo è stato cancellato lo spazio per i ciclisti. Oggi il sistema di mobilità mette in primo piano i pedoni, poi i ciclisti, i mezzi pubblici e infine i mezzi privati. Questo progetto inverte le priorità e torna a quelle di 40 anni fa».
«Il sindaco è il primo responsabile di questa situazione», chiosa Blasioli. «Trasformare una strada da 3 a 4 corsie significa creare un'autostrada che va contro la mobilità dolce di Pescara. Ho scritto al prefetto affinché faccia chiarezza. Riteniamo che si possa essere ancora in tempo a tornare indietro». (m.pa.)

