Viale Marconi, scade l’ultimatum sui lavori

Entro oggi il Comune dovrà consegnare documenti e progetto modificato richiesti dal centrosinistra
PESCARA. Scadono oggi i 5 giorni lavorativi entro i quali gli uffici del Comune devono consegnare i documenti richiesti dal centrosinistra per i lavori di viale Marconi. L’opposizione vuole verificare se esista e se sia stata approvata dalla giunta la variante al progetto per trasformare la strada da tre a quattro corsie.
Il sospetto del centrosinistra è che la modifica sia stata fatta senza le carte necessarie. Modifica che, tra l’altro, prevede un aumento di spesa di 140mila euro. Ieri si è svolta su questo argomento una seduta della commissione Controllo e garanzia, presieduta da Piero Giampietro, ma né l’assessore ai lavori pubblici Luigi Albore Mascia e né il dirigente Fabrizio Trisi si sono presentati alla riunione, nonostante fossero stati invitati.
Bisogna ricordare, in proposito, che alcune settimane fa il Pd è arrivato a chiedere l’intervento del prefetto Giancarlo Di Vincenzo per la questione di viale Marconi. «Tutti i pescaresi e i pendolari», hanno detto i consiglieri, «hanno avuto modo di vedere che dopo mesi di inutile stop, i lavori su viale Marconi sono ripresi ad agosto intervenendo pesantemente sul progetto iniziale. È stata ridotta l’ampiezza dei marciapiedi e delle carreggiate stradali portandoli, a nostro giudizio, sotto le dimensioni minime imposte dalla legge, e aumentando il numero di semafori e delle rotonde. Così si è trasformato viale Marconi in un grande ingorgo. Una modifica costosa, più di 140mila euro. Costi che stanno lievitando ulteriormente e che pagheranno interamente i pescaresi. Ma la vera sorpresa è stata scoprire che questi lavori sono stati avviati senza la benché minima delibera, perizia di variante, autorizzazione: un pasticcio sotto ogni punto di vista».
«Ecco perché», ha annunciato il capogruppo del Pd Piero Giampietro, «dopo aver chiesto di accedere agli atti e dopo aver visto negato questo diritto contro ogni normativa e legge dello Stato, siamo costretti a rivolgerci al prefetto per chiedere la verifica puntuale sulla regolarità degli interventi effettuati sulla viabilità, mentre altre autorità saranno chiamate a esprimersi sull’avvio di lavori presumibilmente senza alcuna autorizzazione, né variante. Ne vedremo delle belle quando la giunta Masci annuncerà alla città di dover ripristinare le isole spartitraffico che ha appena smantellato».

