Vigile e geometra assenteisti scovati al bar dalle telecamere

6 Ottobre 2021

La procura fece installare i sistemi di videosorveglianza nella piazza del paese e davanti al locale I fatti risalgono all’estate del 2018 a Nocciano. Ieri l’udienza con le testimonianze degli investigatori

PESCARA. Approda davanti ai giudici del collegio una vicenda che riguarda presunti episodi di assenteismo da parte di un vigile urbano e di un geometra, dipendenti del Comune di Nocciano, finiti sotto processo per truffa, peculato e violazione del decreto legislativo che norma i comportamenti dei pubblici dipendenti.
Ieri i due imputati, il vigile urbano Mario Di Gregorio (che presta servizio anche qualche ora la settimana a Catignano), e il geometra Elvano Chiola, hanno ascoltato la ricostruzione dei fatti della pubblica accusa (pm Rosangela Di Stefano), attraverso le testimonianze di due uomini della guardia di finanza di Pescara che nell’estate del 2018 fecero le indagini che portarono poi i due al rinvio a giudizio.
Tutto partì da un esposto dove si diceva che i due, durante l’orario di lavoro, spesso passavano il loro tempo per questioni che non avevano nulla a che fare con i rispettivi incarichi, stazionando anche nel bar del paese, davanti agli occhi dei paesani, a leggere il giornale, chiacchierare e consumare bevande. Così partirono le indagini e la procura fece installare delle telecamere nella piazza davanti al Comune e una anche davanti al bar, pare molto frequentato soprattutto dal vigile urbano.
I testi dell’accusa, dati alla mano (visto che esistono anche le riprese filmate) hanno spiegato ai giudici quello che registrarono e soprattutto che tutto ciò avveniva al di fuori del luogo di lavoro, e per questione strettamente personali. I finanzieri hanno anche acquisito, di ogni giornata filmata, i tabulati dell’orologio marcatempo, riferendo che a volte il vigile si presentava addirittura in bermuda, con camicia colorata e ciabatte ai piedi a timbrare il cartellino.
Di artifici e raggiri parla la procura nei capi di imputazione, «costituiti dall’omessa registrazione dei propri allontanamenti dalla sede di lavoro - non effettuati per lo svolgimento di attività di servizio o comunque utilizzati, almeno in parte, per finalità ricreative e/o relazioni meramente personali - in periodi di tempo intermedi tra la registrazione dell'orario di ingresso e quello di uscita dall'ufficio», procurandosi così un «ingiusto profitto corrispondente alla percezione della retribuzione commisurata all’intero periodo di apparente presenza in servizio». Si parla di 730 euro per il vigile e di 47 euro per il geometra, anche se si sottolinea il danno per l’immagine del Comune.
Il peculato è invece riferito al presunto illegittimo utilizzo delle autovetture di servizio, «utilizzate per esigenze e ragioni di carattere esclusivamente personale e certamente estranee ai servizi svolti alle dipendenze dell'ente». I finanzieri hanno anche riferito ai giudici di un episodio, peraltro non riportato nell’imputazione: quando videro l’auto del vigile urbano fuori zona e lo fotografarono mentre usciva da un centro commerciale con delle buste. Cosa che sarebbe stata notata dal vigile che, con la divisa e l’auto di servizio, cercò anche di inseguire i finanzieri che, con auto civetta, per ovvie ragioni fecero perdere le loro tracce. La prossima udienza è stata fissata per il 16 novembre quando verranno sentiti cinque testi della difesa».
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