Vigile sospeso, si passa alle vie legali

9 Novembre 2015

La segreteria nazionale del Sulpl pronta a sostenere il sindacalista: «Motivazioni risibili»

PESCARA. Si prepara a fare ricorso, l’agente scelto Walter Falzani (nella foto)sospeso per quattro giorni (con 5 giorni sottratti dallo stipendio) dal comandante della polizia municipale. Una sospensione motivata dal non aver comunicato ufficialmente al comandante o al suo vice l’impossibilità di recarsi al lavoro a causa di un incidente, limitandosi a riferirlo alla sala operativa. Una motivazione che, oltre al diretto interessato, segretario provinciale del Diccap Sulpl non va giù alla segreteria nazionale del Sindacato unitario lavoratori polizia municipale pronta a sostenere Falzani «in sede giudiziaria, fornendo la consulenza e la tutela legale in ogni modo e forma. Le esagerazioni», scrive il responsabile dell’ufficio legale nazionale del sindacato, Giuseppe Bonfilio, «soprattutto quando incomprensibili, vanno fatte rilevare, così come comprendere le motivazioni che hanno dettato questo risibile atto».

«I fatti contestati a Falzani il 7 agosto, per essersi assentato dal servizio senza alcuna giustificazione», ricostruisce il sindacato, «risalgono al 20 luglio quando Falzani non prese regolarmente servizio. Nella contestazione firmata dal comandante, si legge: “Risulta che l’agente scelto Falzani avvisava per le vie brevi il collega presso la sala operativa di non potersi recare in servizio”. E da relazione di servizio», sottolinea il sindacato, «è scritto in maniera lapalissiana che quest’ultimo era stato avvisato del motivo giustificante l’assenza di Falzani, quindi comunicazione regolarmente arrivata per la catena di comando». Ma fa rilevare ancora il sindacato: «Nelle controdeduzioni veniva ampiamente provata la motivazione dell’assenza dovuta al coinvolgimento in incidente stradale con contestuale presentazione di documentazioni attestanti l’impossibilità a usare il proprio autoveicolo, e ampiamente giustificato anche il fatto di aver potuto avvisare soltanto la sala operativa. Il comandante e gli organi preposti avrebbero dovuto accettare le controdeduzioni e archiviare il provvedimento. La causa di forza maggiore, che ha determinato l’assenza ingiustificata, è un istituto giuridico riconosciuto dal nostro ordinamento come causa di non punibilità. La sanzione appare spropositata e assunta senza valutazione approfondita, a meno che non ci sia qualcos’altro che ci sfugge. Ed è per questo che seguiremo gli sviluppi in sede giudiziaria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA