Vigili del fuoco, gli elicotteri rischiano di restare a terra

L'AQUILA. È alla vigilia della stagione del caldo torrido, con il rischio dei roghi alle porte, che scatta lo stato di agitazione dei Vigili del fuoco, proclamato dal Conapo. Sotto la lente di...
L'AQUILA. È alla vigilia della stagione del caldo torrido, con il rischio dei roghi alle porte, che scatta lo stato di agitazione dei Vigili del fuoco, proclamato dal Conapo. Sotto la lente di ingrandimento del sindacato, «la riduzione, prevista in pianta organica, degli elisoccorritori e il mancato pagamento di alcune indennità accessorie».
Una mobilitazione che in Abruzzo – dove la Protezione civile ha a disposizione un solo elicottero per domare le fiamme – potrebbe avere conseguenze molto pesanti.
«Alcuni tecnici dell'elisoccorso dei Vigili del fuoco dell'Abruzzo non effettueranno i turni di luglio e questo significa che il territorio potrebbe restare senza personale a bordo degli elicotteri», l'allarme lanciato in una lettera giunta in redazione e indirizzata al Comandante regionale dei Vigili del fuoco e al responsabile del Reparto volo, «la decisione di non prendere servizio, il prossimo mese, è una provocazione nata dopo la comunicazione, del Dipartimento centrale, che agli elisoccorritori non sarà più corrisposto il gettone di indennizzo che spettava loro dal 2015. Somma data a compensazione dei mancati turni effettuati di notte. Gli elisoccorritori, infatti, volano nell'equipaggio del Drago, ma effettuano servizio solo di giorno». In tutto l'Abruzzo sono sei gli elicotteristi con questa specializzazione, «in grado di calarsi con il verricello per raggiungere persone bloccate in montagna o in luoghi irraggiungibili via terra», fanno notare i tecnici dei Vigili del fuoco, che chiedono un incontro immediato con i responsabili del Comando regionale, «c'è scarsa attenzione per questa categoria di lavoratori, che ha raggiunto un livello di formazione e professionalità altissimo. La decisione di ridistribuire il fondo, con cui veniva pagato il gettone dei tecnici, è retroattiva a partire dal 2016. Privi del gettone di indennizzo, gli esperti del soccorso dall'elicottero si trovano ad essere pagati secondo la tariffa minima, senza tenere conto del rischio dell'incarico. Alcuni elicotteristi, negli ultimi mesi, hanno chiesto il trasferimento alle centrali, lasciando il servizio in volo. Esiste davvero la possibilità che l'Abruzzo si ritrovi senza un importante pezzo del soccorso».
Una situazione che riflette le carenze in organico riscontrate dal sindacato dei Vigili del fuoco su tutto il territorio nazionale, dove gli elicotteristi sono appena 200. In una nota inviata ieri al ministro degli Interni, Matteo Salvini, al sottosegretario di Stato, Stefano Candiani e al capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico, Salvatore Mulas, il Conapo annuncia lo stato di agitazione, con preavviso di sciopero: «La revisione della pianta organica prevede un' ulteriore riduzione degli elisoccorritori nei Reparti volo, già insufficienti per garantire standard operativi adeguati. Non è accettabile che si utilizzi solo il parametro del risparmio, tralasciando quello dell' efficienza e della sicurezza degli addetti», scrive il Conapo, «esiste la concreta possibilità che una parte del personale non trovi posto nel Reparto Volo in cui è attualmente operativo, e si trovi “buttato letteralmente fuori” dopo anni, a volte decenni, di servizio». Motivo del contendere anche l'attribuzione delle indennità accessorie.
Monica Pelliccione

