Vigili, trenta assunzioni bloccate: il Tar dovrà pronunciarsi di nuovo

30 Maggio 2020

Il Consiglio di Stato accoglie l’appello del Comune, ma riconosce alcune violazioni nel concorso La causa torna al tribunale amministrativo. Gli uffici dell’ente: «Ora non sappiamo come muoverci» 

PESCARA. Le trenta nuove assunzioni dei vigili urbani previste dal Comune sono ancora bloccate. Il concorso, che si è svolto alla fine dell’anno scorso, resta di fatto sub judice. Ieri, infatti, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso in appello presentato dal Comune e ha annullato l’ordinanza del Tar del 25 febbraio scorso con cui i giudici, su ricorso presentato da alcuni concorrenti esclusi, avevano sospeso l’efficacia di tutte le prove concorsuali imponendo al Comune di ripetere tutti gli esami.
Il Consiglio di Stato, pur ritenendo fondata l’eccezione della violazione del principio dell’anonimato, ossia uno dei motivi per cui il Tar ha azzerato il concorso, ha ordinato al tribunale amministrativo di ripetere l’udienza cautelare. Questo perché nella causa di febbraio non avevano partecipato tutti i 45 candidati vincitori del concorso e inseriti nella graduatoria.
«Per il concorso dei vigili urbani di Pescara dovrà esprimersi di nuovo il tribunale amministrativo regionale», spiega l’avvocato Cesidio Buccilli che, insieme al suo collega Marcello Di Iorio, ha difeso i nove vigili ricorrenti al Tar, «questa è la decisione del Consiglio di Stato che si è pronunciato sull’appello proposto dal Comune e da alcuni vincitori del concorso».
«A febbraio», ricorda il legale, «il Tar aveva ritenuto che durante il concorso fosse stato violato il principio dell’anonimato, rendendo riconoscibili i componimenti redatti dai candidati attraverso un breve codice numerico presente sui fogli delle due prove scritte e ne aveva pertanto ordinato la ripetizione».
Dunque, ieri il Consiglio di Stato ha accolto l’appello solo per il fatto che all’udienza non avevano partecipato tutti i candidati in graduatoria.
«Tuttavia, i giudici», fa notare l’avvocato Buccilli, «nel merito, in base ad una valutazione sommaria tipica della fase cautelare, hanno ritenuto fondata l’eccezione di violazione del principio dell’anonimato e quindi hanno ordinato al Tar di ripetere l’udienza cautelare alla presenza di tutti i candidati in graduatoria».
Ed ecco il passaggio chiave dell’ordinanza del Consiglio di Stato, di cui parla l’avvocato. «Il ricorso di primo grado», si legge, «non appare prima facie del tutto sprovvisto di fumus, sicché la violazione del contraddittorio non risulta priva di rilievo».
Sta di fatto che ora l’amministrazione comunale non sa come comportarsi. In teoria, potrebbe fare le 30 assunzioni previste utilizzando la nuova graduatoria stilata in base al concorso, perché l’ordinanza con cui il Tar aveva azzerato tutte le prove di esame, è stata annullata. Ma il rischio è molto alto, perché il Tar potrebbe di nuovo confermare la decisione e in questo caso tutte le assunzioni sarebbero nulle.
In alternativa, l’ente ha previsto nell’ultimo piano occupazionale, approvato dalla giunta due settimane fa, di procedere a 30 assunzioni a tempo determinato per un anno utilizzando una vecchia graduatoria ancora valida. Ed è molto probabile che sia questa la strada che verrà intrapresa. Ne è convinto anche Buccilli. «In vista del pronunciamento del Tar», afferma, «il Comune potrebbe decidere di assumere vigili urbani a tempo determinato attingendo da una vecchia graduatoria del 2018». Intanto, il dirigente al Personale del Comune Fabio Zuccarini incontrerà la prossima settimana i legali dell’Avvocatura dell’ente per ascoltare un loro parere.
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