Villa Acerbo, Trulli lancia l’appello a Verì

Spoltore. Il sindaco accompagna l’assessore regionale in visita alla storica villa: «Valorizziamo il sito»
SPOLTORE. «Il Comune di Spoltore è alla ricerca di soluzioni per Villa Acerbo e ristrutturare anche la seconda parte dello storico edificio». Così il sindaco Chiara Trulli e la consigliera Marzia Damiani hanno accolto, ieri, l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì per un sopralluogo nel parco della Villa a Caprara, nell’area ex Onpi dove ha già sede un centro polivalente che principalmente lavora come casa di riposo. Per la Asl c’erano la coordinatrice territoriale Rita Mazzocca e l’ingegnere Antonio Busich.
«Siamo in un luogo ideale dove realizzare una struttura di cura, il problema è trovare la strada per i finanziamenti», ha detto Trulli. «Quest'area è perfetta perché lontana dalla città, circondata dal verde, con un campo sportivo a disposizione, una casetta polifunzionale con gas, luce, connessione internet wi-fi. Può ospitare ogni genere di attività».
L’utilizzo di Villa Acerbo è adesso vincolato all’ambito sanitario: «L’idea», ha detto il sindaco, «è di ampliare il più possibile anche i posti a disposizione nel centro polivalente (ci sono molte richieste per la casa di riposo) puntando però con decisione al Dopo di Noi e ampliando le funzioni della struttura al trattamento delle varie forme di demenza».
«Vogliamo valorizzare Villa Acerbo», ha aggiunto Damiani, «è un palazzo molto grande e offre la possibilità di far convivere più servizi dell'ambito socio sanitario». La settecentesca villa e il grande parco secolare che la circonda, un tempo dimora della famiglia di Giacomo e Tito Acerbo, fanno parte del patrimonio regionale dei beni d’interesse culturale. La villa e il giardino, progettato nella prima metà del XX secolo dall’architetto pennese Raffaele De Vico (lo stesso si occupò anche dei giardini dell’Eur), erano stati ereditati da Mariannina De Pasquale, mamma di Tito e Giacomo Acerbo. Durante la Seconda guerra mondiale, la villa divenne sede dell’ospedale militare.

