Villa Carmine, la discarica sversa ancora nel Saline

De Sanctis (Forum H2O): «C’è rischio di ricevere multe dall’Unione europea» La prossima settimana incontro in Regione per la messa in sicurezza
MONTESILVANO. Depuratori che funzionano male, lungo tutta l’asta fluviale, e soprattutto, la discarica di Villa Carmine che, a intermittenza, continua a sversare percolato nel fiume Saline. Accade quando piove, quando la falda è “in carico”, come si dice in gergo tecnico. Una circostanza rilevata anche dai tecnici della Regione che di recente hanno effettuato un sopralluogo per verificare lo stato in cui si trova la ex discarica, sequestrata nel 2016 e dissequestrata a distanza di qualche tempo, solo per consentire di accedere al sito e realizzare le prime opere di messa in sicurezza.
Nel corso del sopralluogo, che è servito anche per fare il punto sugli interventi necessari alla bonifica dell’area, è stato rilevato un «piccolo filone» di percolato che periodicamente raggiunge il fiume, dice il responsabile del settore gestione dei rifiuti, Franco Gerardini.
«Troppe ombre permangono sul futuro del Saline», dice invece Augusto De Sanctis del Forum H2O, «e se non ci si muove interverrà l’Unione Europea con pesanti multe». Sul banco degli imputati, «sicuramente i depuratori che funzionano male», aggiunge De Sanctis, «e anche tante fosse imhoff la cui corretta gestione andrebbe attentamente monitorata. Poi abbiamo una vera e propria emergenza, che in realtà è un problema ormai atavico, quello della messa in sicurezza della discarica di Villa Carmine, a Montesilvano. Ricordo la prima riunione a cui partecipai al Ministero dell’Ambiente nel 2004 su questa criticità. I dirigenti del ministero erano allibiti per il comportamento del Comune di Montesilvano, che fu pure commissariato dalla Regione. Sono passati quattordici anni e vi è stato anche un sequestro penale, danni delle alluvioni alla strada di accesso e almeno una perdita consistente di percolato. Hanno fatto solo piccoli interventi tampone e addirittura parte della discarica è ancora scoperta in quanto i teli sono danneggiati. È un moloch di rifiuti che incombe sul fiume pericolosamente, che pare non interessare. In realtà è una situazione di estremo rischio in quanto una grossa piena potrebbe scalzare i rifiuti trascinandoli nel corso d’acqua e poi al mare e da qui sulle spiagge. Uno scenario da incubo che va evitato».
Dopo il dissequestro, il “cerino” acceso è passato in mano alla Regione, e all’Arap. La prossima settimana, spiega Gerardini, è previsto un incontro per definire il progetto definito della messa in sicurezza. Tra gli interventi previsti, la realizzazione di pozzi per la captazione e il corretto smaltimento del percolato.
Sul piatto ci sono 5 milioni di euro per bonificare la discarica di Villa Carmine e quella che insiste su Cappelle sul Tavo. Quest’ultima, tuttavia, non “impatta” direttamente sul fiume. In questo caso l’intervento è più “semplice”, in quanto si tratta di rimuovere 5-6mila metri cubi di rifiuti. Ma per entrambi i progetti c'è bisogno del nulla osta del Ministero dell’ambiente, che finanzia le opere di ripristino.

