Vinitaly, l’Abruzzo traccia il bilancio

18 Aprile 2024

L’assessore Imprudente: le nostre cantine crescono e fanno innovazione grazie ai giovani

VERONA. «Sono stati quattro giorni pieni di entusiasmo. Le nostre cantine crescono, fanno innovazione, e poi ci sono le esperienze giovani, che alimentano e potenziano il comparto vitivinicolo abruzzese».
Così afferma il vice Presidente della Giunta regionale delegato all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, tracciando il bilancio della partecipazione dell’Abruzzo al Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati di Verona, iniziato il 14 aprile e che si concluso ieri e dove la regione era presente con un grande stand consortile di 1.500 metri quadri, nel cuore del padiglione 12 della grande fiera.
«Abbiamo avuto presenze importanti, con la visita della premier Giorgia Meloni e del ministro Francesco Lollobrigida, a testimonianza di quello che è il valore dell’Abruzzo», prosegue Imprudente, «una regione che sta crescendo, nel settore nazionale e internazionale, e siamo stati infatti tra i padiglioni più attrattivi di tutta la fiera, segno che il lavoro percorso e tracciato in questi anni comincia a dare i suoi frutti. Fra grandi classici e scelte rinnovate, abbiamo il nostro Cerasuolo, il vino rosé “vero” che ci caratterizza e cresce nelle classifiche di vendite. Poi c’è il Montepulciano d’Abruzzo che rappresenta la nostra storia e cultura, ma per il quale si sta cercando di dare innovazione. Per la prima volta siamo al Vinitaly anche con il “Trabocco”, spumante Doc entrato nei mercati per caratterizzare la bollicina d’Abruzzo. Vorrei ricordare», osserva ancora Imprudente, «che usciamo da tre anni di pandemia, che hanno complessivamente creato delle difficoltà enormi, ma al tempo stesso imposto di mettere in campo nuove soluzioni. Viviamo oggi un momento caratterizzato da una crisi internazionale molto delicata, e per chi come noi si sta aprendo in maniera importante sui mercati internazionali, ciò rappresenta un problema. Tuttavia riusciamo ad affermare la qualità delle nostre aziende, la capacità di stare sui mercati con le eccellenze che sono un valore unico, stiamo imponendo e caratterizzando un brand, dando le giuste risposte a quella che è l’esigenza del consumatore, e mi permetto di dire, del turismo, perché ovviamente vino, turismo, enogastronomia e storia e cultura rappresentano», conclude Imprudente, « un unicum straordinario».
Il Vinitaly archivia la 56/ma edizione con 97mila presenze. In leggero incremento gli operatori esteri da 140 paesi a quota 30.070 (31% sul totale). Sempre sul fronte delle presenze estere, gli Stati Uniti si confermano in pole position con un contingente di 3.700 operatori in fiera (+8% sul 2023). Seguono Germania, Gran Bretagna, Cina e Canada (+6%). In aumento anche i buyer giapponesi (+15%). Per l’Abruzzo quindi è stata una efficace vetrina internazionale. (c.s.)
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