Violenze all’ospizio, «vidi lividi e rossori»

19 Settembre 2018

Operatrice sanitaria a processo per maltrattamenti ad anziani. Un’infermiera conferma le accuse

PESCARA. Con l’audizione dei primi testimoni è entrato nel vivo il processo a carico dell’operatrice sanitaria M.D.F., 54 anni, originaria di Elice, accusata di maltrattamenti nei confronti di alcune donne anziane ricoverate in una casa di riposo del Pescarese.
I fatti sarebbero avvenuti nel periodo di tempo compreso tra l’agosto e il dicembre 2014.
La 54enne, che da tempo non lavora più nella struttura, avrebbe picchiato le presunte vittime con schiaffi e pugni e le avrebbe anche offese ripetutamente. Le presunte violenze fisiche e verbali sono state confermate ieri mattina davanti al giudice monocratico Laura D’Arcangelo da un'infermiera professionale, chiamata a testimoniare sia dal pubblico ministero, sia dall'avvocato Canio Salese, legale di una delle presunte vittime. La donna ha sostenuto di avere assistito direttamente, in alcune occasioni, alle violenze verbali nei confronti di alcune pazienti e di avere notato sulle degenti, nei turni successivi a quelli svolti dall’imputata, i segni di violenze fisiche.
In particolare, la testimone ha raccontato che, mentre sistemava nel letto una paziente affetta da Alzheimer, la quale non era quindi in grado di denunciare esplicitamente i maltrattamenti, ha notato alcuni lividi sulle sue braccia e che l’anziana, nonostante non fosse stata sollevata per le braccia, ha urlato per il dolore.
La testimone ha poi aggiunto che, in altri casi, sono state alcune degenti a raccontarle di essere state prese a parolacce e a schiaffi dall’imputata.
L’infermiera ha anche sottolineato di aver sempre informato la capo infermiera e di aver annotato i fatti sul rapporto infermieristico giornaliero. La donna, infine, ha riferito che, insieme alla sua superiore, dopo le lamentele delle pazienti, ha avuto modo di constatare la presenza di lividi e rossori sui corpi.
Ieri, sul banco dei testimoni è salito anche il luogotenente dei carabinieri che ha svolto le attività di indagine. Una delle tre presunte vittime è un’anziana con problemi di deambulazione, che si muove su una sedia a rotelle: l’imputata - sempre secondo l’accusa - in un’occasione le avrebbe impedito di terminare il pasto, spostandola dal tavolo e spingendola bruscamente.
La 54enne avrebbe anche minacciato una delle tre pazienti per impedirle di raccontare tutto ai parenti. Ci ha pensato poi un familiare di una delle degenti a mettere fine ai presunti soprusi: messo al corrente delle vessazioni fisiche e psicologiche, ha denunciato l’operatrice sanitaria.
Il comportamento della donna di Elice è finito quindi sotto la lente d’ingradimento della procura pescarese e poi al vaglio del tribunale monocratico, che nei prossimi mesi dovrà stabilire la colpevolezza o meno di M.D.F. Si torna in aula il prossimo 27 marzo per l’audizione degli ultimi testi e la discussione. Oltre alle tre presunte vittime delle violenze, anche la casa di riposo si è costituita parte civile, ritenendosi danneggiata dal comportamento della ex dipendente.
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