Violò i sigilli per portare fiori dov’è morto il figlio: Feniello assolto

5 Marzo 2021

Assolto per la tenuità del fatto Alessio Feniello, padre di Stefano, una delle 29 vittime del disastro di Rigopiano. Era finito sotto processo per aver violato, il 21 maggio del 2018, i sigilli posti...

Assolto per la tenuità del fatto Alessio Feniello, padre di Stefano, una delle 29 vittime del disastro di Rigopiano. Era finito sotto processo per aver violato, il 21 maggio del 2018, i sigilli posti dalla magistratura sul luogo del disastro per continuare le indagini. Insieme alla moglie, era andato a lasciare i fiori sul luogo della tragedia ed erano stati entrambi fermati dai carabinieri e denunciati. Ma mentre la posizione della moglie era stata archiviata dalla procura per la tenuità del fatto, quella di Alessio aveva seguito un percorso diverso, a detta della procura in quanto la tenuità del fatto non si poteva concedere a chi aveva avuto dei precedenti, anche se di piccola entità. E ieri in tribunale, davanti al giudice monocratico Marina Valente, doveva essere un vice procuratore onorario a sostenere l'accusa, e invece è arrivato un magistrato togato, Fabiana Rapino, che ha chiesto la condanna a tre mesi per Feniello. L'avvocato difensore, Camillo Graziano, dopo aver concordato con l’accusa l’esistenza del reato, ha sostenuto l’applicazione della tenuità del fatto. «Feniello e la moglie erano andati lì per portare dei fiori sulla “tomba” del figlio. Abbiamo dimostrato», ha detto il legale, «che avevano deciso di andare per quanto accaduto un mese prima, a Pasquetta, quando diverse persone erano entrate nell'area per pic-nic, partite di calcio, foto ricordo e per asportare macerie come souvenir. Questi gesti, ritenuti dalla famiglia Feniello come una profanazione di un luogo sacro, necessitavano per loro di essere cancellati, da qui la decisione di portare i fiori». E il giudice ha assolto Feniello. (m.cir.)