Virus, è scontro politico tra opposizione e Regione

Il Pd e Scoccia accusano la giunta: «Nulla è stato fatto sulla medicina territoriale» La replica dell’assessore Verì: «Nessun malato è rimasto senza un posto letto»
L’AQUILA. «Se l’Abruzzo è in balìa totale della seconda ondata pandemica è soprattutto perché non è stata potenziata l’assistenza territoriale. L’unico investimento fatto dalla Regione, ad oggi, è quello sull’ospedale Covid di Pescara». Ad affermarlo sono i consiglieri regionali di opposizione Pierpaolo Pietrucci, Silvio Paolucci, Dino Pepe, Marianna Scoccia e Americo Di Benedetto, che ieri, in conferenza stampa, sono tornati ad attaccare la giunta Marsilio accusandola di «navigare a vista senza avere il polso della situazione».
«Dalla riunione della commissione Sanità di giovedì, non sono arrivate le risposte che cercavamo», ha affermato il capogruppo del Pd Silvio Paolucci. «Che l’Abruzzo sia ormai nel caos non siamo noi a dirlo, ma gli stessi Marsilio e Verì con le loro dichiarazioni contraddittorie. A fine ottobre dicevano che non eravamo al collasso. Qualche giorno dopo, annunciavano la saturazione degli ospedali e ufficializzavano la zona arancione prima ancora che lo facesse il Governo, invocando quella rossa il giorno dopo ancora. Marsilio ormai pensa più a fare il leader di Fratelli d’Italia che il presidente. Va sui giornali, in tv e in radio a rilasciare interviste, usa l’emergenza per fare campagna elettorale».
Sono tante, a detta dei consiglieri regionali di centrosinistra, le inadempienze e i ritardi accumulati dalla Regione. Ad essere fallimentare, dice la minoranza, è stata soprattutto la scelta di puntare sui presidi ospedalieri senza potenziare contestualmente la medicina territoriale, squilibrando gli investimenti su Pescara. «Eppure», ha incalzato Paolucci, «già a maggio Claudio D’Amario (direttore del Dipartimento Salute regionale e membro della task force nazionale, ndc) aveva detto che per la seconda ondata serviva una strategia basata non solo sulla rete ospedaliera, ma su un’offerta assistenziale su tutto il territorio. I servizi territoriali sono il grande assente di questa fase. L’unica cosa che si ricorda è l’ospedale Covid di Pescara. E ancora non abbiamo un cronoprogramma sulla rete Covid».
Anche Scoccia (Gruppo Misto) ha battuto su questo tasto, lamentando l’atteggiamento scarsamente collaborativo avuto dalla maggioranza: «Le Usca (le Unità speciali di continuità assistenziale, quelle che vanno a curare a casa i pazienti Covid, ndc) sono in difficoltà ovunque. È saltata completamente la rete del tracciamento, in provincia dell’Aquila non sappiamo nemmeno quanti tamponi vengono fatti. Per mesi abbiamo chiesto un confronto con la maggioranza ma ci è sempre stato negato».
«Marsilio», ha osservato Di Benedetto (Legnini Presidente), «ha detto, vantandosi, che l’Abruzzo era stata la prima regione italiana ad avere l’ok sul piano per le terapie intensive. Ma quello è l’ultimo anello del sistema, prima deve esserci tutto il resto. Basti pensare che la delibera per potenziare il laboratorio analisi dell’ospedale dell’Aquila è stata firmata da Testa solo qualche giorno fa, l’11 novembre». «Quello che sta accadendo in queste settimane», ha affermato Pietrucci, «è incivile. Le persone, disperate, chiamano noi per raccomandarsi per fare un tampone o per essere ricoverate. In provincia dell’Aquila stiamo assistendo alle stesse scene viste a Bergamo».

