«Vogliono demolire la nostra casa»

Manoppello. La battaglia legale di madre e figlia contro il raddoppio della ferrovia
MANOPPELLO. «Questo raddoppio è una follia: vogliono abbattere la nostra casa dove vivono quattro famiglie e distruggere i sacrifici di tre generazioni per fare posto a un vecchio casello fatiscente e pieno di topi, che potrebbe essere delocalizzato altrove e per soddisfare una ipotesi progettuale fantasiosa. Abbiamo già avviato le pratiche legali. Ci batteremo con tutte le nostre forze per evitare la demolizione della nostra abitazione». È la rabbia di una madre, Annamaria Blasioli, docente di matematica in pensione, e della figlia Valentina Aceto, residente con le due figlie di 9 e 4 anni nella casa rosa a tre piani tra via Amendola e via De Gasperi, che nei progetti di Rfi, l’ultimo datato luglio 2022 ma reso pubblico pochi giorni fa, dovrebbe essere rasa al suolo insieme al vicino supermercato e ad altre abitazioni lungo l’asse ferroviario di Manoppello, sulla tratta Pescara-Roma, per fare posto allo storico casello 23/256, secondo il processo di “anastilosi” ovvero il restauro e il riposizionamento, pezzo pezzo, dell’edificio in altra zona. La prima comunicazione su eventuali demolizioni di edifici e attività commerciali è arrivata in paese a dicembre. «Sotto Natale», precisa Blasioli, «e ce l’hanno confermata all’Epifania. E ora ci rinnovano la cattiva notizia a Ferragosto: ma lo fanno apposta a rovinarci pure le feste? Questa è una provocazione già finita nelle mani degli avvocati: abbiamo avviato le pratiche legali per salvare quella casa che è lì da 50 anni, frutto dei sacrifici dei miei genitori, Ernano Blasioli, ferroviere, ed Eva Clivio, che si sono spaccati le ossa per costruire questa casa a tre piani, con mansarda e taverna, che negli anni ’60 ospitava una scuola e oggi ci sono inquilini affittuari e fino poco tempo anche uno studio medico».
«Non c’è raziocinio in questo progetto che ci costringerebbe a cambiare casa e vita», riflette la figlia Valentina, «e se poi demoliscono tutto e i lavori si bloccano? Vicino casa abbiamo un lotto edificabile, prendessero quello per far passare il tracciato, ma la casa non si tocca. A nessun prezzo. Non sono bastati dibattiti pubblici, raccolte di firme, incontri. Non hanno capito in quale stato di ansia e paura viviamo da otto mesi».

