Voto di scambio, Pignoli citato in giudizio

19 Aprile 2016

Il consigliere comunale della Lista Teodoro sott’accusa per avere promesso lavoro durante le elezioni

PESCARA. Finisce davanti al tribunale monocratico il procedimento giudiziario che vede protagonista il consigliere comunale della Lista Teodoro-Scegli Pescara, Massimiliano Pignoli, per presunto voto di scambio. Pignoli sarà, infatti, processato a ottobre in quanto il pm Anna Rita Mantini, titolare dell'inchiesta, ha emesso a suo carico il decreto di citazione diretta a giudizio.

Il caso, partito da un esposto presentato in procura da un consigliere comunale di Forza Italia, risale alle elezioni comunali del maggio 2014. Pignoli, secondo l'accusa, avrebbe promesso posti di lavoro per aumentare il suo consenso elettorale. Nello specifico, il consigliere comunale «al fine di ottenere a suo vantaggio il voto elettorale, offriva, prometteva e talvolta concorreva a far conseguire» a persone disoccupate «in cambio del loro voto di preferenza l'occupazione anche solo interinale presso il settore di pubblico servizio» riguardante il «rifacimento dell'ospedale civile di Pescara ovvero presso altre e diverse strutture pubbliche o private».

Le accuse, naturalmente, sono tutte da provare. Da parte sua, Pignoli, assistito dagli avvocati Augusto La Morgia e Melania Navelli, si è sempre professato innocente, sostenendo di aver aiutato economicamente alcuni cittadini indigenti a pagare le loro bollette senza richiedere alcun corrispettivo. Il pm, però, dopo le opportune valutazioni ha ritenuto di dover aprire un procedimento per fare chiarezza sui fatti e, dopo l'avviso di conclusione delle indagini, ha citato a giudizio il consigliere comunale.

Il clou risale alla mattina del 18 novembre di due anni fa, quando i carabinieri si presentarono nella stanza del gruppo consiliare della Lista Teodoro per andare a sequestrare le carte appartenenti a Pignoli e un computer. Poche ore prima, erano stati nella sua abitazione. Per il consigliere comunale, cresciuto alla scuola della Democrazia cristiana, sotto l'ala della ex parlamentare Anna Nenna D'Antonio, e impegnato nel mondo del volontariato, fu un vero e proprio choc e, infatti, in quell'occasione venne colto da un leggero malore. Ora toccherà al giudice monocratico appurare i fatti e definire una vicenda che ha creato, dal punto di vista politico, un certo imbarazzo alla maggioranza e bloccato la possibilità per Pignoli di entrare in giunta, forte delle sue oltre 1000 preferenze.

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