Yelfry lascia la Rianimazione: «Grazie mille, vi abbraccio tutti»

14 Aprile 2022

Il giovane, affiancato dalla mamma, nel reparto di Neurochirurgia con una prognosi di 60 giorni Ma inizia a rispondere ai tanti messaggi di solidarietà e affetto arrivati da tutta la città per lui

PESCARA. «Coraggio Yelfry, ti stiamo aspettando, ti vogliamo bene». Gli amici non lo lasciano mai solo e dopo la manifestazione di martedì in piazza Salotto per esprimergli vicinanza, continuano a inviargli vocali emessaggini affettuosi, attraverso i cellulari. E lui, ferito da cinque colpi di pistola e reduce da tre interventi, comincia a rispondere dal suo letto d’ospedale. Con poche parole e la voce flebile ma grata, Yelfry dice a chi è in pena per lui: «Grazie mille, grazie mille, ci vediamo presto. Vi bacio e vi abbraccio». E poi, con la mamma accanto: «Va tutto bene, va tutto bene» ripete, mentre rassicura chi aspetta di riabbracciarlo fuori. E sono tantissimi.
Così adesso Yelfry combatte la sua battaglia al fianco di mamma Melani che gli è sempre vicina, insieme ai fratelli Meliza e Francisco e la fidanzata Alice, ogni giorno al suo capezzale. E proprio ieri che dalla Rianimazione, il 23enne è stato trasferito nel reparto di Neurochirurgia, Melani Guzman si fa un selfie con il figlio, a immortalare la gioia dopo la grande paura. Restando ben consapevole che il cammino è ancora lungo, come hanno ribadito anche ieri i medici.
Intanto, però, i primi segni di miglioramento si sono intravisti martedì, quando il giovane si è svegliato dal sonno farmacologico. E ieri l’asticella della speranza si è alzata ancora di più quando Yelfry, come detto, è stato trasferito dal reparto di Rianimazione a Neurochirurgia, dopo aver subito tre interventi chirurgici in due giorni per estrarre i proiettili dal corpo e mettere in sicurezza torace e midollo spinale.
La “buona notizia” è che il ragazzo è «stabile e cosciente», come scrive nel bollettino medico di ieri, Donato Carlo Zotta, responsabile della Neurochirurgia dell’ospedale di Pescara che ha seguito il decorso pre e post operatorio. E la prognosi è stata sciolta: ne avrà per 60 giorni. I medici, però, invitano «alla prudenza», riferendo che «il quadro neurologico complessivo potrà essere chiarito nei prossimi giorni». Ci vuole tempo.
Yelfry è arrivato in ospedale domenica pomeriggio, dopo essere stato ferito dai colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata nel locale dove lavora in piazza Salotto, da Federico Pecorale, il 29enne rinchiuso nel carcere di Ancona Montacuto dopo la fuga in taxi. Colpi che al 23enne hanno trafitto la schiena, «sotto la scapola, lesionando le cavità pleuriche, e un altro ha danneggiato in parte il midollo spinale» è il verdetto dei medici dell’unità di Terapia intensiva e Anestesiologia, guidata da Rosa Maria Zocaro. Al pronto soccorso è arrivato lucido, malgrado le gravi ferite: «È sempre rimasto cosciente, si ricordava tutto ciò che era successo», ha riferito il personale che lo ha medicato. Poi il lungo sonno per affrontare la sala operatoria: «Due interventi d’urgenza, domenica, in chirurgia toracica per la messa in sicurezza del torace e l’estrazione di due proiettili» e uno lunedì quando «è stato sottoposto, in Neurochirurgia, ad una operazione di laminectomia per decomprimere il midollo spinale sofferente a seguito del danno cinetico legato all'ingresso del proiettile».
Anche martedì, al risveglio, Yelfry si ricordava tutto. Alla madre, il giovane cuoco, papà di un bimbo di tre anni, ha raccontato gli istanti vissuti guardando in faccia la morte con la collega Martina che era con lui dietro al bancone quando, dopo il pugno improvviso da parte di Pecorale, sono iniziati anche gli spari. Il motivo, il sale sugli arrosticini e il modo in cui doveva metterli. Un motivo banale che non ha dato il tempo a Yelfry, con la passione per il pugilato, di provare a fermare il suo aggressore. Non poteva immaginare che quel cliente che fino a un momento prima aveva dato chiacchiera a entrambi, potesse tirare fuori una pistola e sparare.