Zaffiri: visiterò subito Bussi e riaprirò il parco Michetti

2 Novembre 2018

«Di Marco ci ha lasciato un mare di debiti». Oggi alle 9 il passaggio del testimone

PESCARA. «Chiamatemi Antonio, solo Antonio». Rifiuta i titoli, ma è strafelice per la sua nomina, il neo presidente della Provincia Antonio Zaffiri, 54 anni, nato a Pescara e residente a Collecorvino, il paese dove è cresciuto in una famiglia di tre generazioni di fornai, dal 1887 al 2007 (Andrea, il capostipite, Antonio e Lido) e che guida come sindaco dal 16 maggio 2011 dopo essere stato per 8 anni assessore.
Dopo la vittoria (l’ufficialità alle 23 di mercoledì) raggiunta «non da solo, ma grazie a un perfetto gioco di squadra» delle coalizioni di centrodestra che lo hanno sostenuto, Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Azione politica e «un’altra persona di cui non posso rivelare il nome», il presidente-sindaco devoto di chiesa e calcio si è inginocchiato, ha lanciato baci ai presenti, abbracciato la moglie Mirella Ventura Bassotti e gli alleati politici. Ha promesso di «girare di paese in paese»: la prima tappa sarà Bussi e il primo obiettivo su Pescara sarà far rinascere il degradato parco Michetti, accanto al palazzo istituzionale di piazza Italia. Stamani alle 9 in Provincia, la cerimonia del passaggio di consegne tra i due Antonio, l’ex presidente Di Marco e Zaffiri.
Forte dei suoi 39.886 voti (45,4%), Zaffiri ha battuto il favorito nella corsa presidenziale, il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito che ha totalizzato 34.962 voti. Ma lo ha ringraziato quale «avversario leale, esattamente come lo è stato Vincenzo Catani», primo cittadino di Picciano.
Presidente, i primi grazie sono sia per gli alleati sia per gli avversari. Soddisfatto?
Sono profondamente soddisfatto del risultato e della convergenza sulla mia persona. Ringrazio in particolar modo Catani per aver partecipato alla sfida e mi sento di rassicurarlo: faremo bene per la nostra area Vestina. La nostra, mia e sua, non è stata una sfida personale ma per il bene comune. Ringrazio i partiti che hanno voluto appoggiarmi in una competizione complessa che ha evidenziato come una corsa condivisa, seria e unita, può portare alla vittoria
È una stoccata ai perdenti e alle loro spaccature?
Nel nostro caso ha funzionato il gioco di squadra, abbiamo lavorato compatti. È un esame superato a pieni voti che la dice lunga sulle prossime elezioni amministrative e regionali che ci aspettano. Ora chiedo collaborazione a tutti per raggiungere quegli obiettivi che servono a far crescere i territori. Nessun astio, voglio un clima sereno e costruttivo. Ci rispetteremo tutti.
Dunque, da dove ha scelto di partire e perché?
Andrò subito a Bussi sul Tirino perché mi sta a cuore la questione ambientale e voglio capire come stanno davvero le cose, lì. Ma sullo stesso ordine di importanza metto la viabilità disastrata di tutta la provincia e le scuole che non possono essere chiuse per uno scroscio di pioggia o per dissesti vari, l’ultimo caso l’Alberghiero di Pescara.
Che tipo di Provincia le ha lasciato Di Marco?
Un ente pieno di debiti, non so quanto c’è in cassa, ma per ora mi è difficile dire di quanti milioni abbiamo bisogno per risanare il territorio. Tra i primi obiettivi c’è la riorganizzazione del personale, che non vuol dire tagli o nuovi inserimenti, ma persone al posto giusto col ruolo giusto. Controllerò le uscite, credo che si spenda troppo in telefoni, acqua, luce e gas, sia negli uffici sia nelle scuole. Poi farò pressioni su governo centrale e regionale per avere fondi. Voglio portare in Provincia la mia personale esperienza amministrativa.
Progetti sull’area Vestina?
Negli ultimi anni è stata trascurata. Interverremo sulla viabilità, chiederò a Tua di aumentare le corse dei trasporti, soprattutto per la popolazione scolastica, e cureremo il verde.
Il primo intervento su Pescara?
Mi confronterò con l’amministrazione del sindaco Marco Alessandrini. Ho in animo di riqualificare il parco in degrado a gestione provinciale e restituirlo ai cittadini.
Lei non ha un profilo social?
Io sono poco social e molto sociale. Le persone mi piace guardarle in faccia.
A chi ha dedicato la sua vittoria?
Alla mia famiglia, mia moglie Mirella, mio figlio Simone di 15 anni che perdonano le mie continue assenze e mi supportano. Ma soprattutto ai miei genitori Lido e Giannina Orlando che mi hanno insegnato valori quali il rispetto, la trasparenza, l’onestà e l’umiltà. Mia sorella Maria è tornata da Siena per festeggiare tutti insieme.
A chi ha fatto la prima telefonata?
A mamma Giannina. Era incredula, mi ha chiesto: davvero ce l’hai fatta?
Un messaggio ai cittadini di Collecorvino?
Non li lascerò mai. Con la mia squadra al Comune c’è piena collaborazione, concluderò il mandato nel 2021.
E ai sindaci dei Comuni della provincia?
Voglio un’amministrazione partecipata e coesa.
Come ha festeggiato la nomina?
In compagnia degli amici fino alle 4. Poi a dormire. Alle 7 mi sono alzato e sono andato al cimitero e poi in chiesa, sono molto devoto.
Ha il cognome di una pietra preziosa.
Che spero possa sempre brillare.