Zanni rinasce nel nome di Cordova: rione in festa per il murale e il gazebo

Tutto il quartiere ieri mattina in strada per l’inaugurazione delle opere intitolate al fondatore della Laad per il recupero dei tossicodipendenti
PESCARA. C’è tutta Zanni a far festa in strada. Gli sguardi all'insù per ammirare il mega murale colorato sulla parete di uno stabile, e l’attesa per l'inaugurazione dei gazebo in legno con le panchine e le aiuole fiorite.
Ci sono anche le rastrelliere per le bici, e venerdì prossimo riaprirà anche il centro sociale “Alessandrini". Circondato dagli assessori Maria Rita Carota, Alfredo Cremonese, Gianni Santilli, il dirigente Fabrizio Trisi, il presidente del Consiglio Marcello Antonelli, l’architetto-ideatore dell'evento, Alessandro Sonsini, iIl sindaco Carlo Masci fasciato di tricolore annuncia che tutta l’area sarà intitolata a Gianni Cordova, scomparso nel gennaio 2017. Perché é lì, «nel cuore di Zanni», che il fondatore della Laad, «salvò dalla droga il primo di centinaia di giovani, era il 1978», ricorda commossa Vera De Gregoriis Cordova.
Parte così da via Antonio Tripoti la rinascita di un quartiere che cerca il suo riscatto attraverso questi abbellimenti, ma dove c’è ancora da «sistemare gli asfalti, staccare l’eternit dai tetti, rinnovare i muri scrostati, ripulire l’immondizia e il guano dei piccioni dai balconi», come fanno notare i residenti Mario Franchi, Walterio Dottore e Graziano Camplone che hanno dato il loro contributo a questa giornata storica per il borgo, e che si dicono «felici e soddisfatti» per l’iniziativa del Comune realizzata nell'ambito del programma Muri per l’Arte (Murap), in collaborazione con la fondazione Aria, presieduta da Dante Marianacci. Tra la folla, i consiglieri «nati e cresciuti»" a Zanni, Claudio Croce e Manuela Peschi con Salvatore Di Pino.
Gli interventi di riqualificazione sono costati 30mila euro. La pavimentazione è stata realizzata dalla ditta atriana di Nicola Carulli che rivela: «I cittadini ci hanno accolto con calore, mentre lavoravamo ci portavano il caffè», insieme agli operai di altre due aziende di Montesilvano e Pianella.
Prima del taglio del nastro (sorretto dal piccolo Raul Marian Apostol di 3 anni), da parte degli amministratori, la recita del Padre nostro e la benedizione di don Ezio Di Pietropaolo, parroco di San Paolo, a «quanti transiteranno nella piazza con le nuove opere di cui tutta la comunità beneficerà». Masci: «Oggi manteniamo la promessa di migliorare le condizioni delle periferie, Zanni oggi è diversa da come l’abbiamo trovata. Guardate la bellezza di questo spazio che ora è vostro, abbiatene cura. Il prossimo obiettivo sarà la riqualificazione della vicina piazza 4 Novembre con asfalti, segnaletica, limitatori di velocità e la ristrutturazione delle case» di proprietà comunale.
Applausi. Dalla folla, si leva la voce di una residente, Franca Di Fonzo, che chiede agli amministratori anche «il ripristino della festa del rione che non si fa da 40 anni».
Il murale, sul quale appare un giovane in moto e riferimenti circensi (Cordova era un estimatore del circo Takimiri) e ai balli amati nel quartiere, è firmato dall'artista Antonello Macs. L'idea è di Sonsini che strappa un sorriso ai presenti quando racconta come è iniziata: «C’era uno di voi al balcone, l’ho chiamato, gli ho riferito il mio progetto e mi ha ascoltato con attenzione. E quando gli ho detto che avevo effettuato dei sopralluoghi, mi ha risposto: “Ca te so vist”, a testimonianza che le sentinelle del borgo ci sono e sono vigili».
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