Zennaro: «Nei Comuni e in Regione sì a un’alleanza M5S-centrosinistra»

28 Gennaio 2020

Il deputato 5 Stelle lancia la proposta e chiede l’istituzione di un tavolo per discutere forme e modi «Dobbiamo trovare un’intesa sui temi». E sul Movimento dice: deve strutturarsi di più sul territorio

PESCARA. Aprire il Movimento a un’alleanza con le forze di centrosinistra per le amministrative in Abruzzo. Valorizzare il lavoro dei consiglieri comunali. Strutturare il Movimento sul territorio. È il messaggio che lancia, all’indomani dei risultati delle regionali di Emilia Romagna e Calabria, deludenti per i 5 Stelle, il deputato M5S Antonio Zennaro, 36 anni, eletto in Abruzzo nel collegio di Teramo.
Onorevole Zennaro, in Emilia ha vinto il centrosinistra, in Calabria il centrodestra. Il M5S esce fortemente ridimensionato in tutte e due le regioni. Come interpreta questo voto?
«I nostri risultati erano prevedibili, vista la nostra scarsa organizzazione rispetto alle elezioni amministrative. Considero comunque importante la riconferma di Stefano Bonaccini in Emilia, perché dimostra che dove c’è un buon governo i cittadini ti premiano. È un dato da tenere in considerazione. Vale anche per il M5S in Abruzzo, in vista delle amministrative di primavera».
Tenerne conto in che modo?
«Chiederò ai vertici del Movimento di aprire un tavolo e di dare la disponibilità a un confronto con le forze di centrosinistra. E, dove ce ne sia la possibilità, di fare accordi, Comune per Comune, naturalmente dove la base è d’accordo».
Propone dunque alleanze sui programmi, sul modello del governo Conte bis?
«Il punto è guardare ai temi: l’ambientalismo, la sanità, i beni comuni... Su questo si può costruire una piattaforma anche civica, dove ognuno mantenga le proprie specificità. Bisognerà vedere dove ci sono le condizioni. Per esempio a Chieti, o il prossimo anno a Roseto: cominciare a ragionare per arrivare poi, tra quattro anni a un progetto in Regione Abruzzo».
Un’alleanza M5S-centrosinistra per le regionali?
«Certo, si può lavorare anche per un accordo in Regione sulla base del modello delle amministrative. Se si fanno progetti comuni che funzionano si può arrivare nel 2024 a ragionare su una piattaforma comune per il rilancio dell’Abruzzo. Può essere un tema, perché andare da soli, sempre e comunque, non si concilia con questo forte ritorno alla politica bipolare».
La campagna elettorale di Salvini ha infatti imposto una notevole torsione verso il bipolarismo, penalizzando soprattutto il vostro Movimento: molti elettori 5 Stelle hanno scelto il voto disgiunto: lista 5S, candidato presidente Bonaccini. Oppure hanno votato direttamente Pd o la lista Bonaccini.
«Con il voto maggioritario funziona così. E io dico anche che dobbiamo cominciare a ragionare internamente sulla valorizzazione dei consiglieri comunali, sul loro ruolo, anche politico, che va rafforzato: il Movimento in Abruzzo non ha nessun Comune a 5 stelle».
Teme un effetto Emilia-Romagna anche in Abruzzo?
«No. Qui in Regione siamo molto forti. È stato fatto un grosso lavoro sul territorio, io sono molto positivo. Certo, poi c’è il sistema elettorale: e quando fai la lista ti devi allargare e ragionare sulle alleanze. Per questo dico: apriamo un tavolo a Roma, altrimenti ti escludi a priori e permetti alla destra di Marsilio di vincere ancora».
Il Movimento è pronto per questo salto?
«Sarà uno dei temi che io e altri deputati porteremo in discussione agli Stati generali di marzo. Il movimento dovrà decidere se cominciare a parlare, a livello amministrativo, con le forze politiche con cui a Roma ci confrontiamo tutti i giorni nelle commissioni. L’altro tema che va affrontato è quello di un Movimento più strutturato, più pesante e organizzato sul territorio. In questo possono aiutarci i “facilitatori”».
La legislatura durerà?
«Su questo non vedo problemi. La legislatura andrà alla scadenza naturale. Il tema vero è l’agenda di governo. È ora che lo stesso movimento si riposizioni sulle politiche del lavoro, delle piccole e medie imprese, degli artigiani e commercianti. Un primo segnale importante è stato il salvataggio della Banca Popolare di Bari. Dobbiamo fare ancora di più sulla ricostruzione dei terremoti dell’Aquila e di quello del 2016. Bisogna nominare il commissario del cratere 2016. La ricostruzione per noi resta una priorità».
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