Zes unica, la politica si divide sulla fusione delle 8 regioni

7 Settembre 2023

I parlamentari: centrodestra compatto, Pd critico, da M5S e Azione secca bocciatura

PESCARA. La Zes unica sta per nascere. Riunisce e accentra a Roma le otto Zone economiche speciali nate nel Sud d’Italia. E ne amplia i perimetri interni. Ricorda molto la vecchia Cassa per il Mezzogiorno ma divide la politica abruzzese alla vigilia del Consiglio dei ministri che oggi approverà il decreto.
I due fronti, del sì e del no, si bilanciano come emerge dai pareri dei 10 deputati o senatori di FdI, Forza Italia, Lega, Pd, M5S e Azione di Calenda eletti nella nostra regione.
1) ETELWARD SGIGISMODI-FDI
«Sono pienamente d’accordo. Reputo che l'idea del ministro Fitto e del governo Meloni di realizzare una Zes unica per il Sud sia lungimirante. La scelta permette, innanzitutto, di superare il frazionamento attuale di otto aree regionali con la creazione di un'unica macroarea costituita dalle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’obiettivo del governo è chiaro: rendere il Mezzogiorno competitivo e attrattivo per investimenti ed imprese. In tal senso gli incentivi per gli investimenti, le misure di semplificazione e accelerazione previste dalla Zes possono rappresentare un volano per l’economia. È proprio in quest'ottica che va anche la scelta del governo di aprire un confronto con la commissione UE per strutturare la decontribuzione del Sud. Sono convinto che il grande lavoro svolto dal presidente Marsilio e dal commissario Miccio sulla Zes possa essere utile al governo nazionale per la definizione di una più proficua Zes unica».
2) GUERINO TESTA-FDI
«La creazione di una Zes unica per il Mezzogiorno è una opportunità preziosa per rilanciare la crescita economica del Meridione: riducendo il divario tra Nord e Sud, attraendo gli investimenti, incrementando la produttività, stimolando l’occupazione ed avviando un iter che sarà decisivo per le Regioni che sono coinvolte, come l’Abruzzo. Con ogni probabilità, andrà in Consiglio dei Ministri un provvedimento che prevede l’illustrazione delle sue funzioni anche in lingua inglese, all’interno del portale web ad hoc per la nuova Zes unica, che partirà il prossimo 1° gennaio 2024, al fine di favorire una immediata e semplice conoscibilità della Zes unica e dei benefici ad essa connessi, in Europa e nel mondo. Grazie alla visione strategica e lungimirante del Governo Meloni, trovano finalmente concretezza misure importanti per il rilancio del nostro Paese».
3) GUIDO LIRIS-FDI
«Ritengo che la Zes possa essere un’opportunità per il Mezzogiorno, dunque anche per il nostro Abruzzo, e condivido anche la scelta di perimetrarla in modo diffuso nella nostra regione, includendo cioè aree dell’entroterra che potrebbero in questo modo conoscere una nuova fase di sviluppo.
Inoltre, la presenza di distretti industriali inclusi nei territori perimetrati nella Zes possono stimolare ulteriori investimenti.
Lo sviluppo dell'economia del Mezzogiorno è una priorità del Governo Meloni che però vuole invertire la rotta passando dalla logica assistenzialista a politiche che rendano queste aree del Paese competitive e attrattive per investimenti ed imprese».
4) NAZARIO PAGANO-FI
«Sono assolutamente favorevole all'istituzione di una Zes unica per il Sud Italia, come previsto dal Decreto in discussione in Cdm. Grazie alla semplificazione apportata con l'unificazione di otto zone economiche speciali in una, si imporrà un'accelerazione allo sviluppo dell'economia del nostro Meridione e, di conseguenza, dell'intero Paese. Una svolta che potrà essere tanto più significativa quanto più saprà valorizzare, mettere a frutto e potenziare l'ottimo lavoro portato avanti dal Commissario straordinario della Zes Abruzzo Mauro Miccio - cui va il mio personale ringraziamento - che, in questi anni, ha agito in assoluta concordia con la Regione portando avanti politiche fondamentali in tema di opere infrastrutturali e di ammodernamento delle aree portuali e interportuali. La Zes unica è un'occasione per apportare benefici al tessuto imprenditoriale e agli investitori che vorranno sfruttarla e che dovranno essere abili nel cogliere le agevolazioni fiscali e le opportunità previste dal provvedimento per rendere il nostro territorio sempre più competitivo e attrattivo, anche sul piano internazionale».
5) ALBERTO BAGNAI-LEGA
«La Lega valuta positivamente la cosiddetta Zes unica per il Sud. Si tratta in sintesi di un’operazione di razionalizzazione della governance del sistema delle Zone economiche speciali, assistita da una dote di 4,5 miliardi per incentivi alle imprese e da una ridefinizione della strategia per le aree interne, con semplificazione dei passaggi burocratici, che darà un impulso significativo alle politiche di coesione territoriale e avrà importanti ricadute positive per la nostra regione».
6) LUCIANO D’ALFONSO-PD
«Sono favorevole alla Zes unica a condizione che si faccia con semplificazione e azzeramento delle procedure. La convenienza della Zes è nel superamento della sonnolenza procedurale. Ma non deve somigliare più né alla Merker né a Serfina, per fare due esempi abruzzesi. Se la Zes unica si insedia per aumentare competenze e immediatezza decisionale va benissimo, ma se costituisce l’escamotage per sostituire le abbondanze del Pnrr con le tristezze dell’Fsc allora è una pozzanghera!».
7) MICHELE FINA- PD
«Sono favorevole alla istituzione di una Zes unica con alcune prescrizioni. Occorre inserire dei criteri selettivi, che lavorino in modo da incentivare gli investimenti in particolare nelle aree di crisi industriale, per il recupero e la riconversione di aree industriali abbandonate e nelle aree a maggiore fragilità sociale. Occorre ricucire i territori. Su tutte una prescrizione è importante: definire tempi e modi certi e non replicare la brutta esperienza abruzzese dove a causa delle lentezze del governo regionale ci sono voluti anni per poter mettere a disposizione delle imprese l’unico strumento di incentivazione previsto, vale a dire il credito di imposta sugli investimenti».
8) GABRIELLA DI GIROLAMO-M5S
«In linea di massima sappiamo bene che le Zone economiche speciali sono nate con lodevoli obiettivi: favorire nuovi insediamenti di imprese e garantire specifiche agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative.
In questo caso preferisco aspettare il testo in uscita dal Consiglio dei ministri. Questa maggioranza ha una passione sfrenata per gli annunci e fino a questo momento per il governo Meloni il Sud è stato solo questo: mera propaganda e vuoto totale di misure e visione strategica. Anzi, nel caso della nostra regione credo di poter essere ancora più diretta: per questo esecutivo l'Abruzzo non esiste. Non è una considerazione di parte ma un dato palese e oggettivo quanto allarmante. Pensiamo alla questione A24/A25, che resta un punto interrogativo, e ancor di più a quanto accaduto con la linea ferroviaria Pescara/Roma, tagliata fuori dai fondi Pnrr che Conte ci aveva assegnato; pensiamo alle 9mila famiglie rimaste senza il supporto del Reddito di cittadinanza: 15mila persone senza un aiuto e che avranno serissime difficoltà ad andare avanti. Dobbiamo credere agli annunci di chi ad oggi ha cambiato idea su tutto e sembra avere a cuore soltanto gli interessi delle parte ricca della popolazione e del territorio? No, grazie».
9) DANIELA TORTO-M5S
« Quella delle Zes è una formula su cui il M5S ha sempre puntato molto per valorizzare il Sud. Sono stati i nostri governi ad aumentarne il numero, al punto che oggi 5 delle 8 Zes esistenti sono riconducibili ai Governi Conte. E siamo stati noi a intervenire sulla loro governance prevedendo che i Comitati di indirizzo delle Zes fossero guidati da un Commissario straordinario. In più sempre nel Conte II abbiamo previsto il taglio del 50% delle imposte per le imprese che si insediano nelle Zes. Credo sia fondamentale che la perimetrazione delle Zes rispetti sempre le vocazioni dei territori e i paesaggi. Per questo va fatto un lavoro con il bisturi per rispondere sempre alle esigenze dei territori senza mai ferirli. Ma credo che la Zes unica al Sud, proposta da questo Governo, sia solo un inganno se non si investono subito maggiori risorse rispetto a quelle programmate. Mettendo tutto in un unico perimetro che non tiene conto delle specificità dei singoli territori meridionali, infatti, l'operazione si traduce in diluizione delle risorse».
10) GIULIO SOTTANELLI-AZIONE
«Sono contrario perché sul tema della Zes vedo solo proclami utopistici che creano danni irreparabili a zone e imprese presenti in zone poco profittevoli. Infatti, dopo aver letto la proposta del Governo, mi sorgono alcuni dubbi sull’effettiva realizzabilità: innanzitutto credo che, al contrario di quanto previsto dall’esecutivo, non sia possibile mantenere invariata la copertura prevista di 1.5 miliardi per i crediti d’imposta che sono sufficienti per le attuali zone Zes (molto più limitate territorialmente) ma sono estremamente pochi per una possibile Zes diffusa. A questo si aggiunge il dubbio sulla capacità dello sportello unico digitale proposto di riuscire a dare assistenza e autorizzazioni a aziende in territorio e regioni completamente differenti con aspettative e necessità differenti. Ricordiamo che fino ad oggi erano previsti sportelli differenti per ognuna delle diverse zone economiche speciali.
Infine, vorrei sottolineare come i proclami del Governo su questa riforma abbiano di fatto creato un danno alle attuali Zes che, secondo gli ultimi dati, hanno investito meno in quanto gli imprenditori in attesa di questa riforma stanno preferendo attendere per poi realizzare investimenti in luoghi più profittevoli».
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