Zes unica, scontro sulle assunzioni FdI: «Vanno lette meglio le norme»

9 Settembre 2023

La dura replica di Sigismondi, Liris e Testa al senatore Fina (Pd) accende il clima politico preelettorale Per gli esponenti del partito della premier nessun posto, dei 2.200 previsti, ci può essere riservato

L’AQUILA. Beffati ma lo prevede la legge. L’Abruzzo è stato tagliato fuori dalle 2.200 assunzioni previste dal Decreto Sud, voluto dal ministro meloniano Raffaele Fitto, che istituisce la Zes unica del Sud Italia. E oggi, al Pd che due giorni fa è insorto denunciando lo scippo, ribatte Fratelli d’Italia che, in sintesi, dice: le carte sono in regola.
Ad accendere lo scontro preelettorale è una nota dei parlamentari abruzzesi Etelwardo Sigismondi, Guido Liris e Guerino Testa, che replicano in maniera anche caustica all’avversario politico, il senatore dem, Michele Fina, per la sua accusa al Governo Meloni di aver penalizzato l’Abruzzo.
«Spesso Fina litiga da solo», esordiscono i tre, «se facesse pace con se stesso eviterebbe di allarmare tutto l’Abruzzo». Quindi lanciano un affondo portandolo a segno con toni da Cavalleria Rusticana: «Anche questa volta, sul decreto Zes per la tematica del personale suppletivo, litiga con la sua incapacità di saper leggere le norme», affermano i parlamentari meloniani che, prima di entrare nel merito, si concedono una premesse.
«Il decreto-legge recante “disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione e per il rilancio dell'economia nelle aree del Mezzogiorno del Paese”», scrivono, «contiene una serie di provvedimenti tra cui l’istituzione della Zes unica del Mezzogiorno e il rafforzamento della capacità amministrativa in materia di politica di coesione. Affermare, come ha fatto il senatore dem, che il governo ha scelto di “assegnare all’Abruzzo alcun rafforzamento di personale per la realizzazione della cosiddetta Zes unica” è fuorviante e sbagliato. Si tratta di misure che sono assolutamente distinte».
Fina, nel suo intervento, si è basato sull’articolo 20 del Decreto Fitto, che non inserisce l’Abruzzo tra le Regioni destinatarie delle assunzioni.
«La Zes unica», prosegue Fratelli d’Italia, «ha il pregio di estendere a tutti i comuni abruzzesi le semplificazioni amministrative: fino ad oggi dei 10.763 kmq di territorio regionale solo 1.702 ettari rientravano nella perimetrazione della Zes, ma con il decreto si ha l'enorme vantaggio di rendere tutti i nostri comuni maggiormente attrattivi per investimenti e imprese».
Ed eccoci al punto: «Capitolo diverso è quello riguardante le assunzioni per il rafforzamento della capacità amministrativa, CapCoe (vedi l’articolo a destra che spiega la misura, ndr): le assunzioni», affermano i tre, «sono a beneficio delle sole Regioni del Sud in ritardo di sviluppo e hanno lo scopo di migliorare l’efficacia attuativa della politica di coesione. Il programma prevede solo questa platea per le assunzioni e non è modificabile da norme nazionali. L’Abruzzo, come dovrebbe sapere il senatore Fina, rientra tra le regioni in Transizione e, dunque, nessuna penalizzazione o dimenticanza nei confronti dell’Abruzzo né tantomeno nessun riflesso sull’attuazione della Zes». Le carte sono a posto, quindi, mentre «il governo Meloni e il ministro Fitto continuano a lavorare per lo sviluppo del Mezzogiorno e con la Zes Unica l’Abruzzo ne esce rafforzato è certamente più competitivo».
Così si chiude la nota basata, bisogna riconoscerlo, su una interpretazione corretta delle norme. Ma il problema delle assunzioni resta.
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