Ztl, basta equivoci: il ministero ordina di togliere “varco attivo”

7 Luglio 2019

Intanto, nonostante le proteste, da settembre 2018 a marzo 2019 sono state 17.508 le multe elevate  con le telecamere tra viale Regina Margherita e via Muzii, e tra via Regina Elena e via De Amicis

PESCARA. Addio alle tabelle di “varco attivo” all’ingresso delle zone a traffico limitato.
Come si legge tra le righe delle linee guida approvate dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti, i Comuni dovranno provvedere a installare “sistemi segnaletici corretti, chiari, inequivocabili e il più possibile standardizzati”. L’unica scritta ammessa per avvisare gli automobilisti che le telecamere sono accese e che quindi non si può passare su quel tratto di strada diventa “Ztl attiva”.
Tutti i Comuni, Pescara compresa, dovranno provvedere in tempi brevi a mettersi in regola e a sostituire le diciture luminose di “varco attivo” e “varco non attivo” con quelle di “Ztl attiva” e “Ztl non attiva”.
Il tutto perché, dizionario alla mano, la parola “varco” vuol dire “passaggio” e quindi la dicitura “varco attivo” per i puristi della lingua significherebbe che il passaggio è aperto, e quindi libero, e non che è in vigore il divieto di transito, come invece ha previsto finora il legislatore in riferimento al fatto che ad essere attiva o non attiva sarebbe stata la telecamera. Negli ultimi mesi questo equivoco linguistico è costato ai guidatori pescaresi multe da diverse centinaia di euro.
Si calcola che in sette mesi, da settembre 2018 al 31 marzo 2019, le telecamere che si trovano nella “Ztl 3 ambientale”, tra viale Regina Margherita e viale Muzii e tra via Regina Elena e via De Amicis, abbiano rilevato 17.508 infrazioni, facendo scattare altrettante contravvenzioni. Un numero esorbitante, che si somma alle circa 2.000 multe al mese che mediamente vengono elevate nelle altre 13 Zone a traffico limitato della città. L’ultima protesta mossa al comandante della polizia municipale Carlo Maggitti e al sindaco Carlo Masci è di un automobilista che è riuscito a collezionare nove multe in pochi giorni, ognuna per un importo di 97,50 (cifra che scende a 72,60 euro se il pagamento avviene entro 5 giorni dalla notifica della sanzione).
Adesso questo automobilista, e tutti gli altri che si sono visti recapitare a casa una multa per essere entrati nella Ztl, potrà presentare ricorso al giudice di pace e chiedere l’annullamento della sanzione proprio in ragione della tabella luminosa poco chiara.
«Sono tantissimi i cittadini che hanno già contestato l’equivoco linguistico», fa sapere Giampiero Sartorelli, presidente dell’Aci di Pescara, «molti giudici di pace hanno iniziato a cancellare le multe ricevute da chi ha trovato la scritta “varco attivo”. Questo è senza dubbio un buon provvedimento, anche se al momento non ci sono indicazioni sulla tempistica entro la quale i Comuni dovranno mettersi in regola e sostituire i cartelli».
L’amministrazione, come si legge sulle linee guida del ministero, dovrà valutare innanzitutto la possibilità di inserire una segnaletica orizzontale, ossia il simbolo della Ztl tracciato sull’asfalto in prossimità dei varchi in ingresso.
La segnaletica verticale, invece, prevede l’apposizione del simbolo Ztl e di un pannello integrativo con l’indicazione dei giorni del divieto e della fascia oraria, oltre a limitazioni, deroghe ed eccezioni.
«La cosa interessante», aggiunge Sartorelli, «è che, oltre alla dicitura che andrà uniformata in tutta Italia, nelle aree turistiche si dovranno prevedere anche tabelle con una doppia lingua per aiutare gli stranieri nella comprensione del codice stradale.
Inoltre si dovranno anche regolarizzare i sensi di percorrenza delle auto e quindi non potranno più sussistere contemporaneamente, come avviene da noi, Ztl da nord verso sud e viceversa».
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