Zulli: non esiste l’erosione a Francavilla

FRANCAVILLA AL MARE. «Francavilla non ha nessun problema di erosione». È un giudizio del tutto controcorrente quello dell'ambientalista Bruno Zulli, autore di studi e pubblicazioni sull'argomento,...
FRANCAVILLA AL MARE. «Francavilla non ha nessun problema di erosione». È un giudizio del tutto controcorrente quello dell'ambientalista Bruno Zulli, autore di studi e pubblicazioni sull'argomento, appassionato di storia del litorale cittadino.
«La nostra spiaggia si è formata 2-300 anni fa, prima il mare arrivava alle falde della collina, dove ora c'è la statale.Un altro fenomeno che ha danneggiato l’arenile è la distruzione dei fiumi, cosicché viene meno il naturale ripascimento della costa che, proprio per questo, è sostituito con innesti di sabbia. Resta in ogni caso il dato di fondo: il nostro litorale ha sempre avuto spiagge strette. Alla Sirena, per esempio, non più di mezzo secolo fa, la striscia di sabbia non era larga più di 10-15 metri. Poi, con le scogliere artificiali, è diventata più grande. Eppure, dicono che c'è l'erosione».
Altro problema, secondo Zulli, è l'eccessivo consumo di spiaggia causato da strutture balneari cresciute senza freno nel corso degli anni: «Stabilimenti in cemento mostruosi che aumentano volumi di continuo, in luogo di cabine leggere in legno che, un tempo, finita la stagione, venivano rimosse. Oggi abbiamo concessioni anche a due metri dalla battigia. Chiaro che, con le mareggiate, l’acqua si riprende il suo spazio. Una volta, c'erano le dune e la vegetazione a contenere meglio la forza del mare. Specialmente nella parte vecchia della città, l’arenile è cresciuto artificialmente. Dal punto economico e commerciale, è legittimo il pensiero dei balneatori, non lo è più se parliamo di ambiente. Sono loro che vanno verso il mare e ogni anno reclamano interventi per fermarlo. Assurdo. Sul litorale non vi è più nulla di naturale e questi interventi non difendono affatto la costa, solo interessi economici. In primavera, grazie al vento, rifioriscono le dune. Sarebbe bello lasciare queste zone come oasi naturali, in corrispondenza delle spiagge libere. Sarebbe un primo passo per stare meglio tutti, ma so già che nessuno lo farà». (l.z.)
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