«È decisiva la scelta del team di lavoro»

Anchino: «Trattenere i migliori è sempre difficile». Per Esposito servono «rigore e trasparenza»
«Come donna non ho mai vissuto l'esperienza di dover scalciare per ritagliarmi uno spazio. Ritengo che impegno, professionalità e serietà possano consentire anche alle donne di ottenere un ruolo apicale». Anna Anchino, 50 anni, di Pescara, è l'unica donna abruzzese inserita nella top dei 100 migliori direttori delle risorse umane in Italia. Un primato che vive con orgoglio e gratificazione «ma soprattutto come uno stimolo quotidiano a migliorare». Il suo è un punto di vista privilegiato, se non altro per la particolarità che caratterizza il gruppo Art di cui è hr & legal director: un'azienda che opera nello sviluppo e nella produzione di sistemi di trasmissione dati per automotive, che annovera tra i clienti le più grandi case automobilistiche italiane ed europee. Ma lo fa in un borgo del '700 completamente ristrutturato, a Passignano sul Trasimeno, in Umbria. L'atmosfera bucolica – l'azienda è immersa nel verde – favorisce quell'integrazione tra obiettivi aziendali ed esigenze del personale che è alla base della filosofia di Anchino. Dopo un esordio di carriera come avvocato civilista, la manager pescarese, che si definisce appassionata, determinata e con un grande senso di responsabilità, è entrata nel gruppo Art dove si occupa di selezione, sviluppo e formazione delle risorse umane, fusioni e acquisizioni aziendali. «È un mestiere particolare, di grande responsabilità», dice Anchino, «decidere il team di lavoro equivale a scegliere il valore aggiunto dell'azienda, che sono appunto i dipendenti. Rispetto a 20 anni fa ciò che chiedono i lavoratori alla propria azienda è completamente diverso: si parla molto di welfare, un punto nodale come il bilanciamento tra l'esigenza di business e il dialogo aperto e costante con i dipendenti. La mia porta è sempre aperta», afferma, «ho duecento ingegneri qualificati, altamente specializzati, che hanno molto mercato. La vera sfida è trattenerli in azienda». Nella classifica dei 100 migliori manager italiani anche Paolo Esposito, di Chieti, attuale hr senior director della Dompé. «Non mi piace la frase “non si può fare”», dichiara, «ogni obiettivo può essere raggiunto con il lavoro di squadra». E proprio alla sua squadra, che opera tra L'Aquila e Milano, dedica questo traguardo: «Stiamo producendo un grande sforzo per approdare sui mercati esteri, Stati Uniti e Cina. In tutte le mie esperienze aziendali ho sempre applicato il metodo della coerenza, del rigore e della trasparenza». Esposito è stato per sei anni alla guida dell'Usrc di Fossa «avendo l'opportunità di trasferire il modello organizzativo privato nel pubblico. L'esperienza di una borsa di studio in Giappone, 26 anni fa, mi è servita ad apprendere la grande attenzione ai particolari, che anche in azienda fanno la differenza».(m.p.)
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