È febbre biancazzurra, la città torna a sognare: «Pronti a emozionarci»

30 Ottobre 2024

Entusiasmo alle stelle dopo le ultime vittorie, corsa ai biglietti Riti e aneddoti dei tifosi: «A 80 anni piango se sento Gente di mare»

PESCARA. «Mi scendono le lacrime quando canto Gente di mare allo stadio, quando vedo quei colori che ho stampato da sempre e per sempre nel cuore». Gli occhi di Paolo Di Santo, 80 anni, brillano per l’emozione, poi prende dal taschino il suo abbonamento e lo mostra fiero. «Lo porto sempre con me», e mette la mano sul cuore: «È biancazzurro». Chiamatelo effetto Baldini o l’emozione di vedere il Pescara giocare in “casa” sua dopo un mese di trasferte e vittorie, ma in tutti gli angoli della città è scoppiato il “Pescara mania”. Stasera, ore 20,45, tornano a sventolare le bandiere in uno stadio Adriatico pronto a registrare tra i 6 e i 7mila spettatori.
emozione senza età Parlare di sola passione o fede per il Pescara è forse riduttivo: lo si capisce bene dai loro visi quando gli chiedi se stasera andranno allo stadio. «Da quando ero piccolo andavo con i miei genitori allo stadio», racconta Di Santo, che oggi di anni ne ha 80 e stasera è in tribuna, «da allora il cuore batte sempre per una sola squadra». “Super” abbonato allo stadio da oltre 50 anni, racconta le sue trasferte per seguire i biancazzurri: «Quando andammo in serie A partimmo la mattina alle 7 e tornammo a casa il giorno dopo. Se la salute e la forza mi assistono, sarei pronto a rifarlo». Davanti alla televisione o allo stadio, fino all’ultimo minuto di partita, stasera l’adrenalina non mollerà i pescaresi: «Guardo tutta la partita fino all’ultimo minuto, speriamo non mi faccia prendere un infarto», scherza Lucio Castellaneta, 88 anni mentre sfoglia le pagine del Centro davanti all’edicola di corso Umberto. Ma lui il campo da calcio lo conosce fin troppo bene, ha corso anche lui dietro i calciatori: «Prima della pensione, ero un medico durante le partite allo stadio Adriatico». Accanto a lui stasera a tifare c’è la figlia Antonella: «Amo troppo il Pescara».
EDICOLE IN FESTA Quando gioca il Delfino, in città l’entusiasmo travolge anche le edicole. «Qui non si fa altro che chiedere quando gioca il Pescara», racconta l’edicolante di corso Umberto Fabrizia Felizzi, che quando sente i biancazzurri si emoziona e ricorda la mamma Mirella Mattioli: «Lei sì che era una vera tifosa, le piaceva tantissimo».
donne biancazzure E sono tante le donne che, al contrario di quanto si potrebbe pensare, hanno la passione per il pallone. Con la sciarpa biancazzurra al collo Mariangela Ranallo è pronta a quello che definisce «un giorno sacro». «Quando gioca il Pescara c’è solo quello», dice, «a casa nostra la passione è di famiglia, seguiamo tutti mio genero Fabio Ferraresi (ex calciatore del Pescara, ndr)». «Nella vita faccio la casalinga, come professione vado allo stadio a vedere il Pescara», sorride Silvia Bonabitacola che ieri ha comprato i biglietti e le scarpe del Pescara al negozio “La voce di Pescaresi”, «noi il Pescara lo abbiamo nel sangue, mio padre Umberto è nato lo stesso anno di fondazione della squadra (1936). Lui mi portava da piccola allo stadio, e così ho fatto con i miei figli». Una passione troppo contagiosa: «Mia mamma all’inizio non era tifosa, poi ha dovuto iniziare a seguire papà allo stadio altrimenti rimaneva sola la domenica. Ora è tifosissima», racconta Bonabitacola.
APPUNTAMENTO AL BAR Il rito dei pescaresi diretti allo stadio è sempre lo stesso: «L’appuntamento è al bar per iniziare a riscaldarci», dice Francesco Fusco che ha preso 10 biglietti per gli amici in curva. Porta i nipotini allo stadio Gianfranco Del Gallo: «Sono dei piccoli calciatori promettenti, ce li porto da tempo, ormai si sono affezionati». Aveva 3 anni la prima volta che è entrato allo stadio Adriatico: «Con la sciarpa al collo già cantavo Gente di Mare e ancora oggi vado con sciarpa e divisa», dice Roberto Crisante, militare in pensione, «solo il lavoro mi ha tenuto lontano dallo stadio». Nei bar stasera partirà la festa: «Di qui sono passati tutti i calciatori», racconta Carlo Miccoli del bar Excelsior, tra i fondatori dei Pescara Rangers, «ricordo ancora quando portavamo nella tipografia di via Garibaldi le schedine vecchie per farci i coriandoli da buttare allo stadio». Dai pescaresi l’augurio per la partita di oggi: «Sarà una tifoseria bella e pulita», continua Miccoli. «Ci auguriamo una bella partita», dice Arturo Di Girolamo, «l’importante è giocare bene e uscire dal campo con la maglia sudata».
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