È finita la guerra dell’arrosticino Patto maggioranza-opposizione

12 Ottobre 2024

Passa all’unanimità in Commissione agricoltura la doppia denominazione: Igp e Dop 

Gli arrosticini come il calumet della pace. Se gli indiani d’America si passavano di mano in mano la pipa sacra per consacrare la fine delle ostilità fra tribù nemiche, ieri nelle austere stanze dell’Emiciclo i consiglieri regionali si sono passati di mano i succulenti spiedini con carne di pecora, a suggello della ritrovata pace nel nome di uno dei simboli gastronomici dell’Abruzzo. Basta guardare le foto in pagina per comprendere appieno come stavolta la pace abbia il sapore gustoso della carne alla brace cucinata con la tipica fornacella.
È stata votata all'unanimità ieri dalla commissione consiliare Agricoltura, presieduta da Nicola Campitelli (FdI), la risoluzione proposta dal capogruppo del partito di Meloni, Massimo Verrecchia e sottoscritta anche dai consiglieri Emiliano Di Matteo (Fi) e Carla Mannetti (Lega), per il doppio riconoscimento Dop e Igp per l'arrosticino abruzzese.
il prodotto tipico
«Parliamo di un prodotto tipico», sottolinea Verrecchia, «che è a tutti gli effetti uno dei principali simboli distintivi della cultura alimentare e agro pastorale della nostra regione, e il duplice riconoscimento rappresenta da un lato un'opportunità di valorizzazione e di impulso per tutta la filiera di produzione e, dall'altro, di massima tutela dell'arrosticino abruzzese considerando come oggi sul mercato siano presenti imitazioni prodotte con carni provenienti da fuori Italia».
arrosticino dop e igp
L’Indicazione geografica protetta, in sigla Igp, ha un disciplinare molto stringente che seleziona gli ovini da inserire nella filiera produttiva. Si tratta di carne la cui qualità è garantita anche se prevalentemente proveniente dall’estero. Il marchio Dop (Denominazione di origine protetta), invece, è una denominazione registrata presso la Comunità Europea per indicare un prodotto tipico abruzzese di alta qualità, la cui zona di origine e le tradizioni utilizzate tutt'ora per crearlo lo rendono così peculiare da doverlo salvaguardare da contraffazioni. E infatti, oggi sul mercato alimentare sono presenti imitazioni dell’arrosticino abruzzese, prodotti con carni provenienti al di fuori del nostro Paese a scapito delle aziende locali e quindi automaticamente della valorizzazione del prodotto, della sostenibilità delle produzioni e della salvaguardia dei paesaggi e dei pascoli montani. In Abruzzo, negli ultimi anni, si è combattuta una guerra tra chi preferiva l’Igp e chi invece propendeva per la Dop. Bisognava correre ai ripari e alla fine il risultato è figlio di una trattativa di stampo democristiano che ha portato al risultato sperato.
il risultato politico
«Sono molto soddisfatto», dichiara Verrecchia, «di essere riuscito nell'intento di rimettere in carreggiata il marchio Dop accanto a quello Igp e che sia prevalso il buon senso. Ringrazio per questo tutti i colleghi della maggioranza e quelli della minoranza per il loro contributo. La risoluzione impegna, nello specifico, il governo regionale ad intraprendere ogni azione necessaria a sostenere i due percorsi di certificazione del prodotto “Arrosticino d'Abruzzo”: sigilli di qualità, di valorizzazione e tipizzazione utili alla più alta salvaguardia di questa eccellenza gastronomica; e si impegnano altresì il presidente della Regione e la sua Giunta ad incrementare le risorse da destinare al settore dell'ovinicoltura per incentivare gli allevatori abruzzesi al mantenimento e allo sviluppo di questa nostra storica attività», conclude Verrecchia che in aula ha voluto omaggiare tutti i commissari con un assaggio di arrosticini, naturalmente di carne abruzzese.
la soddisfazione di marsilio
«Accolgo con piacere», dichiara il presidente della Regione, Marco Marsilio, «la notizia che oggi (ieri ndr) in commissione agricoltura è stato approvato il riconoscimento Dop e Igp dell’arrosticino abruzzese. È un obiettivo per il quale da due anni sollecito tutte le parti in causa e le associazioni di categoria. Nello spirito di quanto richiesto dalla commissione la giunta da me presieduta farà tutto quanto in suo potere per arrivare a conseguire formalmente questo riconoscimento».
l’aceto di modena
Verrecchia ha utilizzato, come esempio, lo schema dell’aceto di Modena che ha un doppio riconoscimento, Igp e Dop, e cioè Silver e Golden. «Come accade in Emilia Romagna per l’aceto», spiega, «allo stesso modo succederà qui in Abruzzo. I mercati della Sardegna e della Puglia erano pronti a invadere il nostro territorio». La risoluzione votata all’unanimità prevede anche che il riconoscimento è da considerare come opportunità di valorizzazione e impulso per tutta la filiera di produzione, in particolar modo, per la pastorizia abruzzese.
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