È la notte del Pescara Nduccio e Olivieri: facciamoci benedire

I due artisti svelano: faremo come nella partita di andata Uno a casa con la televisione spenta, l’altro su un palco
PESCARA. È la notte di Perugia-Pescara, la partita che vale la stagione, o meglio che può salvare la stagione dei biancazzurri.
Questa sera si decide se il Delfino riuscirà a tenersi stretta la serie B o se, al contrario, cadrà nel baratro della Lega Pro. Da giorni in città non si parla d'altro, sotto l'ombrellone, davanti a un aperitivo, in compagnia tra amici.
La pandemia e l'obbligo di giocare a porte chiuse non consentirà ai tifosi di seguire la squadra in Umbria. Ecco allora che ci si organizza per guardare la sfida in tv, a casa o in un pub, con la famiglia, amici, parenti, tra scaramanzie e rituali per allontanare l'incubo retrocessione.
Tra gli spettatori c'è anche lo showman Vincenzo Olivieri, da sempre sostenitore del Pescara, anche se per sua stessa ammissione si definisce «tifoso non praticante, perché vado davvero poco allo stadio. La gara di stasera però è troppo importante, per il Pescara e per Pescara». E racconta: «Ultimamente le cose vanno meglio quando non guardo la partita. Spesso mi capita che inizio a vederla, la squadra subisce gol, poi spengo e a fine gara scopro che ha recuperato. Scaramanticamente vorrei fare lo stesso pure stasera, anche se la sfida è talmente importante che sarà difficile rimanere lontano dallo schermo».
Quindi prosegue: «Di solito gli incontri preferisco vederli da solo, ma se viene fuori una cena con gli amici stavolta è meglio. Almeno possiamo condividere ansie e paure. E speriamo anche altro». Non fa pronostici, ma punta sul gruppo: «Chi la può decidere? Non credo nel singolo, piuttosto nel collettivo. Tutta la squadra si è cacciata in questa pericolosa situazione e adesso insieme deve venirne fuori».
Nduccio, invece, confida in un aiuto dall’alto. Molto in alto: «Ci può salvare solo la Madonna», dice sorridendo, per fotografare la sgradevolissima situazione in cui si sono venuti a trovare Fiorillo e compagni. E per rimanere in tema, al presidente dice: «Suggerisco a Sebastiani di portare la squadra in pellegrinaggio a Lourdes se tutto andrà bene. Anzi, per restare in clima locale andrebbe bene anche San Gabriele».
Questa sera lui sarà impegnato in uno spettacolo a Torricella Peligna, mentre i biancazzurri sul campo cercheranno di evitare la Lega Pro: «Conoscerò il risultato solo alla fine, così come del resto mi è capitato lunedì sera, quando dal palco del teatro D'Annunzio ho sentito le urla ai gol del Pescara.
Spero che la coincidenza tra me sul palco, e la squadra che fa bene sul campo, possa ripetersi anche stasera».
E su cosa dovrebbe fare il Pescara per salvarsi, Germano D'Aurelio chiosa simpaticamente con il sorriso: «Dovrà essere grande in campo così come io riesco a esserlo sul palcoscenico».
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