È morto Giorgio Bianchi il comandante buono

6 Maggio 2021

PESCARA. Lo chiamavano “capitano”, o “comandante”, perché il suo legame con in mare era forte, fortissimo. Giorgio Bianchi ha passato una vita in Marina, e grazie al suo lavoro «ha girato tutto il...

PESCARA. Lo chiamavano “capitano”, o “comandante”, perché il suo legame con in mare era forte, fortissimo. Giorgio Bianchi ha passato una vita in Marina, e grazie al suo lavoro «ha girato tutto il mondo» ma da quando era in pensione «è rimasto sempre qui, a Pescara, dove era molto conosciuto». È morto a 78 anni, lasciando la moglie Silvia, i fratelli Fausto e Pietro, le cognate, il cognato, e le nipoti Kitty, Francesca, Isabella, Paola, Camilla e Lavinia, che lo saluteranno oggi per l’ultima volta durante la cerimonia funebre fissata alle 15.00 nella chiesa della Beata Vergine Maria del Rosario di via Cavour (la camera ardente è stata allestita nella casa funeraria Dimora del silenzio – Verrocchio di Montesilvano, in via Massimo D’Antona 15, aperta dalle 8:30).
Per Roberto Carota, Bianchi era «uno zio» di cui ha apprezzato «la bontà, profonda, d’animo, anche se all’apparenza sembrava un po’ un lupo di mare. Manifestava la sua bontà, tra l’altro, aiutando chiunque avesse bisogno dell’insegnamento di un esperto per conseguire la patente nautica. A lungo, poi, ha fatto parte della commissione per il rilascio di queste patenti, in Capitaneria». Nella zona di piazza Duca lo si vedeva girare con la sua “due cavalli” oppure in bicicletta d’estate.
Un saluto a Bianchi è arrivato dal sindaco Carlo Masci, su Facebook. «Piazza Duca piange la scomparsa di un altro simbolo di un mondo diverso da oggi, più umano, più vero, più semplice. Buon viaggio Comandante, buon viaggio amico mio!», ha scritto. (f.bu.)
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