È nata l’associazione “Di Carlo”

Una banca del tempo dei medici intitolata al dottore morto 6 mesi fa
PESCARA. «Costruire una società migliore, attenta ai bisogni dei cittadini più deboli, con particolare attenzione ai soggetti giovani e fragili». È la ragione sociale della neonata Associazione che porta il nome del medico pescarese Cesare Di Carlo, scomparso sei mesi fa, la cui eredità morale è stata raccolta da un folto gruppo di amici che si propone, insieme ai suoi familiari, attraverso il volontariato e la banca del tempo.
«Vogliamo procedere in tre precise direzioni», spiega la moglie Gilda Di Paolo, ginecologa, presidente dell’associazione di cui fanno parte anche i tre figli Paola, Francesco e Nicola, «attraverso tappe successive che ci porteranno a strutturare attività e iniziative sul territorio».
Primo ambito di attività, quello legato alla salute: un riferimento obbligato a Cesare Di Carlo, considerato uno dei padri del nuovo sistema pubblico regionale di prevenzione e cura delle tossicodipendenze, campo nel quale ha ricoperto per anni il ruolo di dirigente del Servizio di Giulianova della Asl di Teramo, rivestendo inoltre incarichi come presidente dell’Ordine provinciale di Pescara e come sindacalista. Senza dimenticare quella nel consiglio comunale della città.
«Stiamo mettendo in piedi una rete multidisciplinare di assistenza, con specialisti di svariate discipline mediche, chirurgiche e della riabilitazione che si sono offerti di collaborare attraverso la banca del tempo» illustra Gilda Di Paolo.
«In sostanza», aggiunge, «ognuno di loro, mensilmente, offrirà una propria prestazione gratuita per visitare pazienti che non avrebbero altrimenti avuto possibilità di accedervi. Ad oggi, possiamo già contare per il calendario di febbraio, sulla disponibilità di una quindicina di professionisti, e ovviamente attendiamo ulteriori adesioni per incrementare le prestazioni che offriamo». L’ambito sanitario sarà affiancato da altre due aree di impegno, quella psico-pedagogico-legale e quella strutturata attorno a laboratori creativi.
«Alla prima», illustra ancora la presidente, «assegneremo, attraverso sportelli d’ascolto, un ruolo di supporto e assistenza per i giovani che vivono un disagio psicologico, sociale, scolastico, offrendo lezioni di ripetizione e recupero, percorsi di gruppo. La seconda, che verrà animata dai tanti giovani, sarà invece strutturata attraverso laboratori creativi di danza, musica, scrittura, pittura, fotografia e di scoperta della Terra». La volontà di misurarsi con le diverse emergenze presenti sul territorio ha già portato l’associazione “Cesare Di Carlo”, che si finanzierà attraverso libere elargizioni di cittadini come con il “5x1000” - a stringere prime sinergie con onlus e fondazioni impegnate nel sociale quali Caritas, con cui è stata avviata una collaborazione sul progetto “Ricomincio da 0” e On the road. Alla “Cesare Di Carlo”, ospitata all’interno del Centro Emmaus, hanno già aderito una sessantina di persone. Il sito internet dell’associazione è all’indirizzo www.associazionecesaredicarlo.it.

