È polemica su viale Marconi: il collaudatore si dimette E i controlli si devono rifare

6 Giugno 2023

Il tecnico del Comune lascia l’incarico a pochi giorni dal termine delle verifiche Il dirigente Trisi: «Adesso dovremo nominarne un altro, serviranno due mesi»

PESCARA. È di nuovo bufera su viale Marconi. Il tecnico del Comune, l’ingegnere Pietro Grosso, che aveva il compito di effettuare il collaudo della strada si è dimesso improvvisamente a pochi giorni dal termine delle verifiche. Un fulmine a ciel sereno che ha scatenato diverse reazioni sia all’interno del Comune, sia tra i residenti da sempre contrari al progetto realizzato dalla giunta Masci.
SCOPPIA IL CASO La notizia, tenuta strettamente riservata, è trapelata ieri mattina quando il tecnico, convocato in commissione Controllo e garanzia per parlare del collaudo di viale Marconi, non si è presentato e per giustificare la sua assenza ha inviato al presidente della commissione Piero Giampietro un messaggio in cui faceva presente di essersi dimesso per motivi personali. Ciò ha lasciato di stucco i consiglieri di maggioranza e di opposizione che non si aspettavano una decisione del genere.
IL RETROSCENA Poco più tardi il dirigente del settore Lavori pubblici Fabrizio Trisi, contattato telefonicamente, ha dato la sua versione dei fatti. Dietro le dimissioni di Grosso si nasconde un diverbio tra il tecnico e il dirigente. A raccontarlo è stato lo stesso Trisi. «Credo che sia stato un problema personale tra lui e me a farlo decidere di lasciare una settimana prima della conclusione delle verifiche», ha detto, «io lo interpreto come un dispetto nei miei confronti. Gli era stato chiesto più volte di presentare le carte del collaudo e lui non ha fatto niente: ci siamo innervositi e lui si è dimesso». «Adesso», ha aggiunto Trisi, «ho già avviato una ricognizione interna per trovare un altro relatore, altrimenti mi dovrò rivolgere all’esterno del Comune facendo un bando». «Per questo motivo», ha rivelato il dirigente, «si dovrà ricominciare da capo e ci vorranno altri due mesi circa per rifare il collaudo».
LE REAZIONI La notizia appena diffusa, ovviamente, ha suscitato diverse reazioni. Il primo commento è arrivato dal presidente della commissione. «Ormai è un fallimento plateale», ha affermato Giampietro, «su viale Marconi non solo manca la logica, ma ora anche il collaudo. La strada è sempre più pericolosa, è già ridotta malissimo e continua a divorare risorse pubbliche per la sua manutenzione. Le dimissioni del collaudatore possono sorprendere fino ad un certo punto: se fossi un tecnico avrei molta difficoltà a mettere la mia firma sul collaudo di una strada costata così tanto e dal risultato così drammaticamente problematico». «La giunta Masci», ha osservato il presidente, «è pienamente responsabile di questo disastro e ora si assume la responsabilità di far circolare automobili, pedoni, biciclette e autobus su una strada priva del collaudo. Qualcuno si deve assumere le proprie responsabilità e farsi da parte». Dura la reazione anche dei residenti protagonisti di numerose battaglie contro il progetto realizzato dall’amministrazione comunale. In primis, il ricorso al presidente della Repubblica per contestare l’opera. Ricorso che verrà esaminato e discusso dal Consiglio di Stato, ma ancora non c’è una data dell’udienza. «Io capisco la scelta del tecnico», ha osservato Fabiana Tenerelli portavoce del comitato Salviamo viale Marconi, «perché si sarebbe dovuto prendere una responsabilità più grande di lui. È scontato che non sia collaudabile una strada del genere. Quindi, immagino che una persona con un po’ di coscienza non se la sia sentita di mettere in gioco tutta la sua carriera per un lavoro del genere. Dico, quindi, che ha fatto bene, io forse avrei fatto la stessa cosa al suo posto».