«È vero, abbiamo vinto ma il lavoro chi ce lo ridà?»

14 Marzo 2015

PESCARA. La sentenza della Corte d’appello dell’Aquila, se non ha ridato il posto di lavoro ai ricorrenti, ha però concesso loro un indennizzo, tanto da far cantare «vittoria» ad alcuni di essi,...

PESCARA. La sentenza della Corte d’appello dell’Aquila, se non ha ridato il posto di lavoro ai ricorrenti, ha però concesso loro un indennizzo, tanto da far cantare «vittoria» ad alcuni di essi, seppur con qualche distinguo. A parlare è una ex precaria, che preferisce però rimanere anonima.

«Ho lavorato nell’amministrazione dal 2001», racconta la donna dopo aver avuto notizia della decisione del giudice di secondo grado, che ha ribaltato quella pronunciata dal tribunale di Pescara. «E ho lavorato inquadrata come istruttore amministrativo, per un totale di quasi dieci anni».

«Con la speranza», sottolinea ancora la donna, «di essere prima o poi stabilizzata, visto che questa prospettiva si era aperta, dopo, tra l’altro, un accordo che era intercorso tra amministrazione e sindacati. Ma a un certo punto, cambiata l’amministrazione, non hanno dato più corso alla stabilizzazione e ci hanno mandati a casa».

Una situazione lavorativa che da precaria, diventa ancora più difficile. Anche se la lavoratrice si è data da fare cercando un’alternativa.

«Nel frattempo», continua, «ho trovato un altro lavoro, che ora però non ho più. E so», aggiunge ancora la donna, «che molti di noi sono rimasti senza lavoro, dopo non essere stati confermati dalla Provincia. E anch’io, lo ripeto, adesso sono senza lavoro. Tutto questo», rimarca ripensando al tempo in cui ha lavorato nell’amministrazione provinciale, «nonostante il tempo che abbiamo dedicato al nostro lavoro. Ora è arrivata questa sentenza», conclude l’ex precaria della Provincia, «e io la considero una vittoria, poiché dimostra che avevamo ragione. Anche se, certo, si aspirava a una ricollocazione sul posto di lavoro». (VdL)

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