A Chieti Prinari corre per riprendersi il tempo perduto

15 Aprile 2015

CHIETI. Se ci fosse un oscar della sfortuna, lui sarebbe sicuramente in nomination. Tiziano Prinari, 20 anni, centrocampista del Chieti, ne ha perse diverse di occasioni. A 13 anni, firma un...

CHIETI. Se ci fosse un oscar della sfortuna, lui sarebbe sicuramente in nomination. Tiziano Prinari, 20 anni, centrocampista del Chieti, ne ha perse diverse di occasioni. A 13 anni, firma un contratto di un anno e mezzo con l’Inter. Partecipa a diversi tornei giovanili con la maglia nerazzurra e gioca un’amichevole a San Siro con i ragazzi della sua età. Il 17 giugno del 2013 arriva nella sede del Chievo Verona e firma il secondo contratto più importante della vita. Ma il sogno di giocare in una squadra di serie A va subito in frantumi: dopo tre mesi, Prinari rescinde con gli scaligeri. Prima l’Inter, poi il Chievo: due occasioni perse nel giro di pochi anni. Motivo? «Mi sono affidato a persone sbagliate che non mi hanno saputo tutelare».

In altre parole, qualcuno ha pensato prima agli interessi personali e poi a quelli del giocatore. Ma il centrocampista leccese non ha mai smesso di inseguire il suo sogno. Sì, perché Prinari ha il calcio nel sangue. Anzi, ce l’ha tatuato sulla pelle: tra gli otto tatuaggi sparsi sul corpo, l’ultimo dei quali fatto pochi giorni fa per ricordare un amico scomparso in un incidente stradale, c’è un pallone con il numero sette disegnato sul polpaccio. Quella tra Prinari e il calcio è una storia d’amore a prima vista. Inizia a giocare nel Lecce Club a cinque anni, poi nel Salento Fotball. L’avventura sfortunata all’Inter non lo ferma: riparte dal San Cesario, dove esordisce in Promozione. Poi va in Eccellenza con il Galatina, prima della delusione Chievo Verona. Ma tra Prinari e la sfortuna il conto è ancora aperto: a settembre del 2013, firma con il Nardò in serie D, ma a novembre la società pugliese fallisce e viene radiata dal campionato. A gennaio si trasferisce al Casarano che in estate lo gira in prestito al Chieti, richiesto dal ds Trovarello che lo voleva a Civitanova già l’anno prima. «Ringrazio il direttore e il mio procuratore Valeriano Narcisi che mi hanno portato in una piazza così importante». Prinari, oggi, è il centrocampista classe 1995 più forte del girone F di serie D insieme a Nicholas Bensaja della Civitanovese. Il limite? Troppi cartellini: nove ammonizioni e due espulsioni più un altro rosso preso a fine partita per aver tirato una pallonata a un avversario.

«Ma non sono cattivo», dice, «cerco solo di dare sempre il massimo». Il sogno? «Giocare nel Lecce, la squadra del mio cuore».

Giammarco Giardini

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