A Udine è già scontro salvezza Oddo: «Io non firmo per il pari»

23 Ottobre 2016

L’allenatore è alle prese con numerose assenze: «Come sempre si va in campo per vincere» Poi fa pretattica: «Il modulo non cambia, qualcosa dovrò inventare, però non dico nulla»

PESCARA. E' convinto, ma anche un po' intimorito dalle assenze. Non nasconde la sua fame di successo, però fa pretattica e non svela il suo piano di battaglia. Massimo Oddo spera di mandare di traverso il pranzo all'Udinese, nel lunch match del Dacia Arena fissato per le 12,30. Il Pescara vuole finalmente assaporare il gusto della prima vittoria, ma i presupposti non sono dei migliori. Tante, troppe, le assenze, con il reparto offensivo praticamente raso al suolo. «Siamo in difficoltà, certo, perché contro l'Udinese vengono a mancare le due punte, ma non dobbiamo fasciarci la testa».

La sfortuna non lascia in pace l'infermeria biancazzurra, tuttavia l'allenatore pescarese non vuole sentire scuse. «Non ho mai firmato per un pareggio prima e mai lo farò. Non cambiamo la nostra mentalità. Noi scendiamo in campo per vincere ma se poi non ci riusciamo sarebbe importante non perdere. In questo momento dobbiamo dare continuità al pareggio contro la Sampdoria». Il Delfino, dunque, proverà a giocarsela senza troppe paure contro i friulani, anche se qualcosa potrebbe mutare. «Non cambieremo modulo, faremo degli accorgimenti. Le nostre caratteristiche sono queste e non mutano». Forse rivisitando i movimenti e la posizione di qualche pedina, come è già capitato contro il Genoa. Stavolta, però, sulla formazione l'allenatore biancazzurro è abbottonato. «Tutto è possibile nelle scelte». E aggiunge, a chi gli chiede quale sarà la coppia dei trequartisti nel suo 4-3-2-1. «Qualcosa dovrò inventare. Io lo so ma non lo dico». Ecco, l'importante che abbia lui le idee chiare. «Ho tante idee; la difficoltà c'è ma non ci dobbiamo fasciare la testa prima di rompercela». Aquilani o Brugman trequartista con Benali? «Difficilmente Aquilani giocherà in quel ruolo. Brugman invece potrebbe farlo».

Da escludere l'impiego dell'ex di turno, Simone Pepe. «Se Pepe mi garantisse 60-70 minuti giocherebbe titolare. Siccome non li ha non partirà dall'inizio. Mi auguro che arrivi presto al top. Per noi è un giocatore molto importante». E sull'Udinese. «È una formazione che ha grandi valori tecnici. In settimana ho letto che deve lottare per la salvezza, può succedere di tutto ma se loro devono lottare per la salvezza c'è da preoccuparsi perché hanno tanti giocatori forti in tutti i reparti, quindi non credo che sia partita con l'idea di salvarsi. Loro sono da parte sinistra della classifica. Sicuramente se una squadra come l'Udinese ha cambiato allenatore vuol dire che le aspettative erano superiori, non credo che la dirigenza friulana cambia a sproposito come fanno altre». E sul cambio di panchina da Iachini a Delneri, risponde così. «Con Delneri l'Udinese prova a giocare un po' di più, infatti il possesso palla con l'avvento dell'ex tecnico di Juve, Teramo, Chievo e Genoa è totalmente cambiato».

Poi risponde a due grandi ex, Giovanni Galeone e Pierpaolo Marino, che al Centro hanno detto la loro sul Pescara. Il "profeta" ha criticato la difesa, il dg ha evidenziato la bravura di Oddo. «Non sono d'accordo con chi critica la nostra difesa. In questo momento ci manca un giocatore come Gyomber che per noi è un lusso, abbiamo Campagnaro che ha giocato ad alti livelli, Zampano che è sulla bocca di tutti, Biraghi che sta facendo un ottimo campionato, poi Fornasier e Zuparic, quindi scarsi non siamo. Dobbiamo migliorare, bisogna prendere meno gol, ma questo non vuole dire che è sempre colpa della difesa. Poi ognuno è libero di pensare quello che vuole, ci mancherebbe».

E sulle parole di Marino, sorride e preferisce non intascare gli elogi. «Io valore aggiunto? Non mi ritengo tale, ma un elemento di un grande ingranaggio».

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