Abruzzo pazzo per il Napoli, debutto a Castel di Sangro davanti a cinquemila tifosi

Marsilio a De Laurentiis: «L’anno prossimo portateci la Champions League» Nell’amichevole al Patini gli azzurri superano 4-0 i turchi dell’Hatayspor
CASTEL DI SANGRO . Entusiasmo, bagno di folla e la coppa dello scudetto esposta con i tifosi partenopei in fila per uno scatto dal sapore storico. Napoli e l’Abruzzo, un binomio sempre più solido con l’Alto Sangro che in questi giorni sta accogliendo tanti turisti e tanti tifosi del Napoli. La lunga giornata di ieri si è aperta in mattinata al palasport di Castel di Sangro con la conferenza stampa di presentazione del ritiro e con la cerimonia dell’annullo filatelico del francobollo dello scudetto. Occhiali scuri, tanto buonumore e soprattutto tanta voglia di scherzare con il presidente della Regione Marco Marsilio e con il sindaco di Castel di Sangro Angelo Caruso. È un Aurelio De Laurentiis in piena forma quello che saluta i tifosi del Napoli, che racconta aneddoti in conferenza e che risponde subito a Marsilio quando si parla di Champions League: «Il prossimo anno», dice il presidente della Regione, «vorrei qui in Abruzzo anche la coppa. A me non è andata giù quell’eliminazione». «Non fare promesse da marinaio», risponde con il sorriso De Laurentiis, «perché la Champions è questione di fortuna. Sa, presidente, invece dove mi è rimasto quel 4-0 con il Milan? Qui davanti a tutti non posso dirlo…».
I tanti tifosi si lasciano andare a un lungo applauso e De Laurentiis spende belle parole per l’Abruzzo e Castel Di Sangro. «Questa collaborazione è nata nel periodo del Covid. Altrove ci furono chiuse le porte, io mi misi in macchina da Roma per arrivare a Castel di Sangro. Questa città la conoscevo perché litigavo sempre con l’esercente che programmava l’unico cinema che era qui. Siccome voleva variare tanti film, levava subito il mio che invece guadagnava tantissimo. E permettetemi di ringraziare Marsilio che si è preso una bella responsabilità durante il Covid. Il nostro accordo è di 12 anni, questo è il quarto poi ne restano 8. E al sindaco Caruso dico: “Devi fare una preghiera, che i tifosi che arriveranno qui superino quelli del Trentino”. Se lì sono venuti in 80.000 speriamo che qui ne arrivino 150.000».
Caruso sorride e ingrazia anche lui Marsilio «perché il primo anno organizzammo tutto in 15 giorni. Non era facile ma ricreammo una bella immagine della’Abruzzo». Cori da stadio accompagnano le parole dei presenti sul palco, De Laurentiis si gode con il sorriso quando viene intonato “I campioni dell’Italia siamo noi” e per un attimo il tema dell’incontro lascia i connotati sportivi. Con Poste italiane ecco la consegna del francobollo celebrativo dello scudetto. Per i partenopei sarà speciale per inviare lettere d’amore che ricordano un anno fantastico. Il presidente Marsilio guarda con orgoglio e rilancia sulle polemiche che sottolineano la spesa sostenuta dalla Regione per il Napoli: «Non devo dirla io la bontà dell’investimento. Lo ha detto la Corte dei Conti. Basta guardarsi intorno per vedere i numeri».
Dalla mattinata al palazzetto al pomeriggio allo stadio. Ecco l’amichevole della squadra di Rudi Garcia contro i turchi dell’Hatayspor. Spalti del Patini gremiti da cinquemila tifosi, Osimhen e Kvaratskhelia sono i più gettonati dai fan. Garcia manda in campo tutti i titolari, assenti solo Lobotka e Mario Rui per infortunio. Il primo hurrà in campo è per Victor Osimhen: minuto 22, Politano recupera palla e verticalizza subito per il suo centravanti che da due passi calcia con forza in rete. Servono solo altri 4 minuti per il secondo hurrà che Victor Osimhen regala ai suoi tifosi. Kvaratskhelia lo serve in profondità e sull’uscita del portiere il bomber partenopeo delizia con un lob perfetto. Dopo 15’ della ripresa Garcia cambia tutti, Simeone firma prima il 3-0 e poi il poker. Da “Victor Victot” a “Cholito Cholito” è un attimo: i tifosi sugli spalti urlano i nomi dei campioni e si godono il Napoli con il tricolore sul petto. Finisce 4-0 tra applausi, foto e caccia alla maglietta dei sogni.
Enrico Giancarli

