Accordo fatto, il Milan diventa asiatico ma per ora Berlusconi resta in sella

3 Maggio 2015

MILANO. Nella trattativa tra Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol per la cessione di parte delle azioni del Milan, i colpi di scena sono destinati a proseguire. Dopo gli slittamenti e rinvii dei giorni...

MILANO. Nella trattativa tra Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol per la cessione di parte delle azioni del Milan, i colpi di scena sono destinati a proseguire.

Dopo gli slittamenti e rinvii dei giorni scorsi, ieri, dopo l’incontro decisivo, la notizia che potrebbe far concretizzare una volta per tutte l’operazione: Silvio Berlusconi vuole restare socio di maggioranza. Ad annunciarlo è lo stesso presidente del club, arrivato in mattinata appositamente a Milano nel quartier generale del broker thailandese, in un albergo del centro. Una mossa che ha sorpreso tutti, tifosi e giornalisti, presenti in massa anche di fronte a Villa San Martino ad Arcore. La trattativa svolta dunque in direzione favorevole a Berlusconi, molto combattuto nei giorni scorsi da una cessione doverosa, ma impossibile da digerire. Ieri il colpo di teatro, annunciato a microfoni e telecamere presenti all’uscita dell’albergo milanese: «È tutto in discussione, c’è la possibilità che tenga il 51%. Il Milan è sempre stato un affare di cuore come nient’altro, stiamo lavorando per tornare grandi. Resto presidente? Sì». Un dolore che si potrebbe curare solo così. Almeno inizialmente, Silvio Berlusconi e tutto il suo entourage (la figlia Barbara e Adriano Galliani su tutti) rimarranno ai rispettivi posti, con un vitale aiuto economico proveniente dalla cordata capitanata da Mr Bee e formata dalla società di Abu Dhabi Ads e dal colosso bancario cinese China Citic Bank.

Un’iniezione di denaro che non obbligherebbe nessun stravolgimento societario, anche se lo stesso Silvio Berlusconi ci tiene a chiarire che è ancora tutto in via di definizione: «Abbiamo fatto questo incontro, ci siamo dati appuntamento tra un po’ di tempo per definire ogni aspetto, soprattutto per il futuro del Milan. La mia più grande preoccupazione è che con questa collaborazione il futuro del Milan sia all’altezza del glorioso passato. Ho trovato in Mr. Bee una persona assolutamente seria, ha rispettato gli adempimenti tecnici per la stesura del contratto, siamo diventati anche amici. Pensiamo di poter fare cose buone continuando nel nostro rapporto, lo ringrazio per quanto ha voluto fare, per far sì che il brand Milan possa avere una commercializzazione anche in Paesi asiatici a partire dalla Cina. È un giorno che va nella direzione di ciò che combineremo in futuro, è un approfondimento dei vari temi».

Un accordo societario che potrebbe essere accettato dal thailandese, che manifesta comunque il desiderio di acquistare quote del club, magari in maniera più dilazionata nel tempo: «Tutto è andato molto bene, sono onorato che il presidente mi abbia invitato e incluso in questa transazione», ha detto Mr. Bee. «C’è ancora da lavorare e dei dettagli da sistemare, ma speriamo di concludere presto. La maggioranza? Nessun commento su questo. I dettagli? Ci sono diverse operazioni legali e finanziarie da preparare, ma ho grande supporto dalla famiglia e dai tifosi e vi ringrazio per questo. Le cifre? Ancora non possiamo parlarne (ma si parla di una cifra intorno ai 500 milioni di euro). Maldini in società? Non ho parlato con nessuno per quanto riguara il lato sportivo. Il Milan è un grande club, vedremo, decideremo insieme per il bene del club. Perchè il Milan? Perché è la squadra migliore».

Una sorta di patteggiamento, che potrebbe rendere meno doloroso il passaggio. Anche perché risulta difficile immaginare un nuovo imprenditore disposto a dare poco meno della maggioranza e non avere voce in capitolo.

Ma oggi c'è anche una partita: per la squadra c'è un Napoli a cui pensare, e una trasferta che rappresenta il primo di due impegni (l'altro sarà a S. Siro contro la Roma) che diranno la parola definitiva sulla stagione, su Inzaghi e l’Europa.