Adriatico senza tifosi e il Pescara va a picco

Il Delfino cenerentola del torneo per i punti conquistati in casa
PESCARA. La pandemia da Covid-19 ha provocato un terremoto a livello finanziario anche per il modo dello calcio e, parlando del Pescara, anche in serie B. L’impatto economico per la chiusura degli stadi, infatti, è di circa 25 milioni solo per questa stagione. Sono andati in fumo gli incassi, le vendite degli abbonamenti e anche gran parte delle sponsorizzazioni. Però, oltre all’aspetto economico-finanziario, c’è anche il capitolo del rendimento delle squadre e il Delfino ne ha risentito tantissimo di giocare a porte chiuse, soprattutto all’Adriatico. Da quando è riniziato il campionato dopo lo scoppio della pandemia, i biancazzurri hanno giocato, tra lo scorso campionato e l’attuale, 20 partite allo stadio Adriatico. Il bilancio è disastroso con 4 vittorie, 7 pareggi e 9 sconfitte. Nel dettaglio, l’anno scorso, play out esclusi, il Delfino ha vinto da quando si gioca senza pubblico due partite contro Juve Stabia e Livorno (le due retrocesse della passata stagione), pareggiato con Empoli, Perugia e Frosinone.
In questo campionato il trend non è cambiato, anzi, visto che il Pescara nelle gare giocate in Abruzzo ha raccolto la miseria di 10 punti ed è all’ultimo posto in B per quanto riguarda il rendimento nelle gare casalinghe.
L’Adriatico, dunque, senza la spinta del pubblico è sempre più un tabù e si è trasformato in terra di conquista. Il Pescara fatica tremendamente nella sua casa ed è arrivato il momento di invertire la tendenza. Venerdì con il Pisa bisogna cambiare rotta altrimenti la possibilità di restare in B sarà praticamente nulla. Era il 19 dicembre quando il Pescara ha vinto l’ultima partita interna segnando tre reti (3-2 al Monza), quasi un miracolo per l’attacco meno prolifico del campionato. L’ultima rete che ha portato punti al Delfino all’Adriatico è firmata da un centrocampista, Massimiliano Busellato, al 91’ della sfida contro il Lecce terminata in parità (1-1, il 27 febbraio). Da allora è passato più di un mese e i biancazzurri hanno disputato altre due partite tra le mura amiche restando sempre a digiuno di punti, perdendo entrambe le sfide con Spal e Ascoli. È un dato inconfutabile, quindi, che il Pescara senza la presenza dei propri tifosi in casa fa una fatica tremenda, mentre nelle annate passate, tolte quelle disastrose della serie A, la spinta del pubblico ha dato sempre una marcia in più ai biancazzurri.
L’anno scorso, per esempio, prima della pandemia era al 9° posto nella classifica degli spettatori, con oltre 6mila presenze a partita. Di questi tifosi oltre 3.500 erano abbonati. Nell’ultima gara giocata in casa, prima del lockdown, fu quella contro l’Ascoli dove sugli spalti c’erano quasi 6.700 spettatori. Non tantissimi, rispetto ad altre stagioni, ma pur sempre una spinta in più e, per il Pescara visto quest’anno, che pecca di personalità e grinta, la spinta e la pressione del pubblico sarebbero servite.
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