Adugna: ho iniziato con il calcio, poi ho capito che correvo forte

9 Agosto 2019

Sono tanti i podisti extracomunitari, o che lo sono di origine, che risiedono in Italia, soprattutto keniani e marocchini, svolgendo attività agonistica in ambito nazionale. Molti di loro hanno una...

Sono tanti i podisti extracomunitari, o che lo sono di origine, che risiedono in Italia, soprattutto keniani e marocchini, svolgendo attività agonistica in ambito nazionale. Molti di loro hanno una carriera importante alle spalle e, vivendo gli ultimi scampoli di attività, sono preziosi atleti di punta nelle specialità del mezzofondo e fondo nelle società italiane in occasione dei vari campionati a squadre: pista, corsa su strada e campestri. Molto diversa è, invece, la storia di Biniyam Senibeta Adugna, portacolori della società Turismo Podismo, italiano naturalizzato per matrimonio, etiope d’origine. A differenza dei suoi colleghi stranieri, il trentenne italo-etiope, che ora vive a Tortoreto con moglie e due bambine, ha scoperto la corsa in Italia quasi per caso e ora domina la scena delle gare regionali, facendo man bassa di vittorie. Riesce a distinguersi anche nelle gare nazionali.
Adugna è venuto in Italia nel 2012 dopo essersi sposato in Etiopia. Inizialmente risiedeva all’Aquila, dove ha cominciato a giocare a calcio nel Pizzoli. «Durante gli allenamenti correvo molto di più degli altri. Nel riscaldamento staccavo tutti e me ne andavo», racconta. «Allora, molte persone mi dicevano di provare a fare atletica. In Etiopia, ho praticato atletica solo nelle scuole, ma facevo gare di velocità». Adugna lavora come operaio, ma si allena tutti i giorni, seguito dalla moglie, laureata in Scienze Motorie, e consigliato da un tecnico dal passato importante, Andrea Giocondi, uno dei migliori ottocentisti italiani della storia con un personale di 1’44”78 nel 1996. «Corro sul lungomare di Tortoreto o su strade collinari. Una o due volte a settimana svolgo allenamenti anche sulla pista di atletica di Giulianova, che è quella più vicina». Adugna partecipa alle gare abruzzesi ed extraregionali, in prevalenza nei circuiti di Marche, Lazio e Umbria, nella maggior parte dei casi su invito degli organizzatori. Ma il podismo rimane un divertimento, come lui stesso precisa: «Sono occasioni nelle quali mi diverto a correre e si conosce tanta gente. Vorrei ringraziare i tanti podisti che incontro e con i quali nascono subito rapporti di amicizia. Comunque, vado anche alla ricerca di gare competitive, dove posso trovare avversari di valore, in grado di stimolare il mio spirito agonistico».
Mai pensato a una maratona di alto livello? «Sì, ci ho pensato, ma senza allenamento adeguato posso correre intorno alle 2 ore e 30 minuti (Adugna ha un primato personale di 2h 29’19”, fissato a Roma nel 2018, n.d.c.). Per fare un salto di qualità ci vuole tempo e, forse, potrei pensarci per il 2020. Mi piacerebbe molto correre la maratona di Praga».
Roberto Ragonese
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