AGLIETTI, ANDATA E RITORNO SULLE SPONDE DELL’ADIGE
Non sarà come passare dalla panchina del River Plate a quella del Boca Juniors ma traslocare, a distanza di appena nove mesi, da quella del Verona a quella del Chievo, con rivalità cittadine appena...
Non sarà come passare dalla panchina del River Plate a quella del Boca Juniors ma traslocare, a distanza di appena nove mesi, da quella del Verona a quella del Chievo, con rivalità cittadine appena sfumate, è comunque una storia golosa di questa serie B. E Alfredo Aglietti ci è pure abituato: nel 2000, lo stesso passaggio lo fece da calciatore (140 gol da attaccante, distribuiti dall’Interregionale fino alla serie A).
A giugno, ad Aglietti, era riuscita una piccola, grande impresa: prendere una squadra in pieno stato confusionale, arrivata al capolinea della gestione Fabio Grosso con 3 pareggi e 4 sconfitte, debuttare con una sconfitta pesante contro il Cittadella, uscendo dalla zona play off per poi recuperarla in extremis, guadagnare una posizione, dal 6° al 5° posto, grazie alle disgrazie del Palermo e poi filare come un treno verso la promozione, eliminando il Perugia, il Pescara e il Cittadella, recuperando lo 0-2 della finale d’andata con il 3-0 del Bentegodi.
Serie A, festa, ma poi “grazie e arrivederci”. L’Hellas Verona a Ivan Juric, Alfredo Aglietti a casa.
Il cambio di rotta deciso ieri dal presidente Luca Campedelli è intanto la conferma che, questa, continua ad essere una stagione piuttosto complicata per la nouvelle vague degli allenatori; si ferma pure Michele Marcolini, nonostante la squadra sia ancora agganciata all’ottavo posto ma, evidentemente, ritenuta dal presidente in ritardo rispetto alle speranze della scorsa estate.
I dieci pareggi (solo il Venezia ha pareggiato di più, 11) sono forse il segno di una squadra che ha un po' faticato a trovare una sua vera dimensione, perennemente in bilico tra mediocrità e salto di qualità.
Tocca ad Alfredo Aglietti trovarla ma con molto tempo in più a disposizione, rispetto ad un anno fa: dodici partite anziché due. E con un’altra differenza importante: sul contratto di tre mesi che ha appena firmato ha preteso che ci fosse questa volta quella clausola che recita “rinnovo automatico in caso di promozione”. Hai visto mai…
*giornalista Sky Sport
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