Alcaraz-Ruud, dall’Abruzzo all’Olimpo del tennis «Quei tornei disputati all’Aquila e Francavilla...»

15 Settembre 2022

PESCARA. Dall’Abruzzo fino ad arrivare ai vertici del ranking mondiale. Dai Challenger di Francavilla e L’Aquila, fino alla finale degli Us Open. Carlos Alcaraz e Casper Ruud si sono sfidati a...

PESCARA. Dall’Abruzzo fino ad arrivare ai vertici del ranking mondiale. Dai Challenger di Francavilla e L’Aquila, fino alla finale degli Us Open. Carlos Alcaraz e Casper Ruud si sono sfidati a Flushing Meadows qualche giorno fa e New York ha visto trionfare lo spagnolo, che ha battuto il rivale norvegese. Grazie al successo newyorkese su Casper Ruud, il tennista spagnolo a soli 19 anni ha conquistato il suo primo titolo del Grande Slam e si è guadagnato anche il primato del più giovane numero 1 della storia strappandolo all’australiano Lleyton Hewitt che aveva 20 anni e 9 mesi quando divenne leader nel 2001. Ruud, 23 anni, gli ha dato filo da torcere fino alla fine e adesso lo tallona al secondo posto del ranking Atp. Alcaraz e Ruud hanno l’Abruzzo nel cuore e hanno spiccato il volo dalla nostra regione.
Entrambi, infatti, hanno partecipato a due tornei Internazionali, che si sono disputati a Francavilla e all’Aquila. «Li ho conosciuti entrambi e li ho avuti nei miei tornei. All'Aquila nel 2019 partecipò Alcaraz e nel 2018, a Francavilla, Ruud», racconta Luca Del Federico, il direttore degli Internazionali di tennis d’Abruzzo. «Soprattutto con Casper Ruud ho avuto un bellissimo rapporto e mio figlio Andrea si allenava sempre con lui e anche il giorno della finale lo scelse come sparring per l’allenamento», continua Del Federico, che racconta quando ci fu il primo match in Abruzzo dell’attuale numero 1 al mondo. «Ricordo benissimo la wild card di Carlos Alcaraz al torneo dell'Aquila. Vidi la gara del primo turno di Carlos e ne restai affascinato. Fu un ottimo esordio ed era numero 583 del mondo ad appena 16 anni. Eliminò l’australiano Christopher O’Connell, reduce dal trionfo nel Challenger di Cordenons, con il punteggio di 6-4 6-2 ». Del Federico poi ricorda anche un piccolo aneddoto legato a Ruud. «Nel 2018 alla finale persa con Gianluigi Quinzi andai a salutarlo a fine match. Mi ricordo lo sguardo vuoto di chi ha appena perso la finale. Cercai di confortarlo: "Oggi hai perso, ma sarai un grande campione, ne sono sicuro". Mi guardarono lui e il papà come se li stessi prendendo in giro. Oggi, invece, è numero 2 al mondo. È bello pensare oggi che i primi due del ranking mondiale Atp sono passati in Abruzzo nei tornei da me organizzati. Momenti di sport indimenticabili che porterò sempre nel cuore». (l.d.m.)