All’Adriatico la carica dei 20mila Thiago Motta: «Grande pubblico»

4 Agosto 2024

Stadio tutto esaurito per i bianconeri, tanti tifosi arrivati da Marche, Molise, Puglia e dall’Albania Disservizi e code all’ingresso, la pioggia non frena l’entusiasmo. In tribuna c’è anche Sebastiani

PESCARA. Pescara in bianco e nero per una sera. Lo stadio Adriatico-Cornacchia, sotto un cielo grigio e minaccioso, è stato invaso da 20mila tifosi della Juventus arrivati da ogni zona dell’Abruzzo (Lanciano, Teramo, Avezzano, San Salvo) e dalle altre regioni del centro-sud per l’amichevole internazionale con il Brest, qualificata per la prima volta in Champions. Gruppi di amici, club organizzati dalle Marche e famiglie intere provenienti da Isernia, dalla provincia di Bari e persino dall’Albania. Sugli spalti gremiti, così come non si vedeva da tempo, sciarpe e vessilli dei gruppi storici ultras Viking e Drughi e un clima di festa per la seconda uscita della squadra del neo tecnico Thiago Motta contro i francesi dello Stade Brestois 29 (Brest), reduci dal recente incontro amichevole perso 1-0 con il Napoli al Patini di Castel di Sangro.
C’erano anche 40 sostenitori transalpini che si sono sistemati in tribuna Majella. Anche la Juve arrivava da una pesante sconfitta (3-0) rimediata nella prima amichevole contro il Norimberga. La febbre per i colori bianconeri si è alzata già ieri mattina quando il pullman con le insegne juventine ha accolto il volo charter proveniente da Torino-Caselle, atterrato a mezzogiorno sulla pista dell’aeroporto d’Abruzzo con a bordo staff e giocatori della Juve, per poi spostarsi all’hotel Best Western Parco Paglia di Chieti Scalo dove, durante il pomeriggio, si è radunata una folla di curiosi a caccia di selfie e autografi. La stessa passione sfrenata anche all’arrivo della squadra bianconera all’Adriatico-Cornacchia alle 18,45: l’autobus con a bordo la Juve, scortato da due auto della polizia, ha solcato via Pepe tra due ali di folla in estasi, scomparendo velocemente nella pancia dello stadio.
Il forte temporale che ha colpito Pescara nel pomeriggio di ieri, soprattutto nella zona sud della città, ha rallentato l’arrivo dei tifosi allo stadio con le solite code sulle strade di accesso come via della Bonifica e viale Marconi. E così, per ripararsi dalla pioggia, sono spuntati improbabili giubbetti ripescati dai bagagliai delle auto e impermeabili colorati indossati su pantaloncini corti e braccia abbronzate. Famiglie, bambini sorridenti con addosso le magliette più o meno originali con i nomi dei calciatori, Chiesa compreso che però a Pescara non c’era. Nota stonata: l’ingresso del pubblico allo stadio è stato ritardato dai problemi nella lettura dei biglietti. Con il cambio dell’azienda che gestisce la prevendita allo stadio Adriatico, i lettori dei tornelli non sono stati aggiornati e la scansione dei Qr code è avvenuta con dei palmari in numero insufficiente per un’affluenza record. Inevitabili le code, soprattutto nelle due curve, e qualche giusta lamentela. In tribuna anche il presidente del Pescara Daniele Sebastiani che si gode uno stadio pieno, per una volta. Alla fine la Juve, in divisa color giallo Strega annacquato, ha pareggiato 2-2 una gara a tratti bruttina. Ma la festa bianconera è salva. In sala stampa, l’allenatore della Juventus Thiago Motta, era soddisfatto della prestazione: «Al di là del risultato, abbiamo fatto meglio rispetto alla gara con il Norimberga e la crescita fa parte del programma che stiamo seguendo».
L’assenza di Federico Chiesa è stata dettata esclusivamente da scelte di mercato della società bianconera e Thiago Motta lo conferma: «Abbiamo tanti calciatori interessanti su cui puntare e che sono entrati a far parte del nostro progetto. Per chi è rimasto a Torino (escluso Miretti) la società sta trovando delle soluzioni, Chiesa compreso». Tradotto: Chiesa è sul mercato. Una domanda sull’ambiente che ha trovato in Abruzzo: «È sempre molto bello sentire il calore dei tifosi nelle partite amichevoli», ha risposto Motta, «e Pescara non si è risparmiata».
Ettore Cappetti
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