Allegri: avanti Juve Sarri: sì a un Napoli folle

Il bianconero: «Non è decisiva». Il partenopeo: «Faremo la partita»
TORINO. Ci sono partite più importanti di Juve-Napoli, ... tutte quelle che vengono dopo. Massimiliano Allegri cerca di smorzare la tensione, l'attesa del faccia a faccia con la capolista alla quale i bianconeri vorrebbero soffiare il primato. «La partita», dice, «va affrontata con serenità, senza ansia da prestazione: il nostro obiettivo è il primo posto il 16 maggio. Juventus-Napoli è importante e sarà una bella partita, in chiave tattica e tecnica, ma non deciderà il campionato. Dopo ci saranno ancora 39 punti a disposizione: ci toccherà il Bologna, oltre all'amichevole con il Bayern. E poi l'Inter e poi altre partite», sorride e scherza il tecnico, sfoggiando una serenità che vacilla solo quando si parla di Chelsea: «Il mio futuro non destabilizza l'ambiente», la risposta piccata del tecnico, «quello che è stato scritto non è assolutamente vero, non capisco cosa dovrei smentire».
Concentrazione massima per bloccare il miglior attacco della serie A: «Il Napoli sta disputando un grande campionato dimostrando tutto il suo valore. È cresciuto, come è cresciuta la Juventus. Ma senza nulla togliere agli avversari, all'andata regalammo due gol con nostri errori gratuiti, avendo poi le occasioni per pareggiare. La differenza tra le due squadre si può riportare a quella partita: abbiamo chiuso l'andata con tre punti in meno rispetto allo scorso campionato e sono quelli dello scontro diretto».
La Juventus a caccia del quinto scudetto consecutivo, il Napoli del terzo titolo, ventisei anni dopo l'ultimo trionfo: «Non so quanto valga lo scudetto a Napoli», prosegue Allegri, «ma se noi dovessimo vincere il quinto di fila, entreremmo nella storia: quello deve essere il nostro obiettivo. Lo ricordo ogni tanto ai miei giocatori: immaginatevi il 16 maggio con lo scudetto vinto, quello deve essere il nostro obiettivo». Ritorna tra i convocati di Khedira, recuperato dal problema muscolare, ma il suo impiego dal 1' resta in dubbio; quasi certo il passaggio alla difesa a quattro, con Lichtsteiner ed Evra sulle fasce e la coppia Bonucci-Barzagli al centro, vista l'assenza di Chiellini. A centrocampo linea a quattro formata da Cuadrado, Khedira («se dovesse essere pronto giocherà, è molto importante per noi»), Marchisio e Pogba, mentre in attacco Dybala dovrebbe far coppia con Morata, anche se Zaza scalpita e potrebbe rappresentare la vera sorpresa della partita.
Qui Napoli. «A Torino scrivete un altro pezzo di storia, noi ci crediamo». È con questo messaggio che una folla di centinaia di persone ha sfogato ieri all'aeroporto di Capodichino tutta l'attesa e l'affetto per il Napoli alla partenza per la supersfida dello Juventus Stadium. Una supersfida in cui c'è il sogno dello scudetto per il Napoli. «Non dobbiamo pensare ai punti, alla classifica ma solo a portare in campo l'orgoglio dei nostri tifosi: avremo tutto lo stadio contro ma l'intera città di Napoli alle spalle», ha proclamato Maurizio Sarri, annunciando un Napoli per nulla spaventato, che va a Torino, «contento di essere primo ma senza accontentarsi, con la follia di imporre il nostro calcio», ha detto il tecnico azzurro. Sarri punta sui suoi titolarissimi, sulle stelle dei 53 gol, delle otto vittorie di fila, del primato solitario che va avanti da oltre un mese.
Il Napoli del miglior attacco, contro la Juve della miglior difesa, ma, al contrario, gli azzurri hanno la seconda difesa del campionato e i bianconeri il secondo attacco. Le due squadre si equivalgono e hanno fatto il vuoto in classifica: «In questi casi può decidere la giocata di un singolo, la Juve ha tanti campioni ma anche noi non stiamo mesis male», ha detto Sarri che progetta di tenere la difesa alta per isolare Dybala e Morata e chiederà dinamismo e precisione ai suoi esterni, contenimento e inserimento al trio di centrocampo Allan-Jorginho-Hamsik. E poi ci sono le magie del Pipita, che ha definito Sarri «come mio padre», ha detto, «sottolinea i miei errori per aiutarmi a crescere». Ma stasera vuole brillare anche Insigne, a caccia della prima perla a Torino e Callejon che ha il piede caldo, con 4 gol nelle ultime 5 gare. Tutta la squadra è pronta a dare, come ha detto Reina «un segnale forte al campionato».

